Guida e viaggi in auto: i consigli e le regole per le donne in dolce attesa

Introduzione

La dolce attesa è sicuramente per molte donne una delle più grandi gioie della vita ma, allo stesso tempo, si tratta di un evento che può incidere anche sulle possibilità di una donna di viaggiare in auto come passeggero sulle possibilità di guidare un mezzo.

Per questo, nel resto dell’articolo tratteremo le principali regole ed i principali consigli da seguire per le donne che si trovano in attesa di un bebè, in modo tale da fornire una piccola guida utile.

A tal proposito, ti ricordiamo che sul nostro blog sono presenti altri numerosi articoli su tematiche riguardanti le patenti, la sicurezza stradale, le regole del codice della strada. Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento sui servizi offerti da L’Autsocuola.net puoi inoltre contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Regole

La regola principale è che, in realtà, quando si parla di donne che si trovano in stato di gravidanza non esistono specifici divieti. Il Codice della Strada, in questo senso, lascia assoluta libertà di decisione: sarà ciascuna donna, sulla base delle proprie scelte personali e di eventuali consigli o avvertimenti da parte dei medici, a decidere se mettersi alla guida oppure no.

Un altro importante tema in ambito normativo riguarda l’utilizzo delle cinture di sicurezza: contrariamente all’immaginario comune, anche le donne in gravidanza sono obbligate ad allacciare le cinture di sicurezza quando si trovano all’interno dell’abitacolo. Alla regola generale, si aggiunge un’eccezione contenuta direttamente nel Codice della Strada. L’articolo 172 dispone infatti che: “sono sollevate dall’obbligo le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture”.

Consigli utili

Oltre le poche regole sopraccitate, si possono invece elencare numerosi consigli che qualsiasi donna in gravidanza dovrebbe seguire per migliorare il proprio comfort e la propria sicurezza alla guida. Di seguito un elenco dei principali suggerimenti:

  • allontanare progressivamente il sedile dal volante e regolare la posizione dello schienale in modo tale che la pancia non rischi di comprimersi sullo sterzo;  
  • posizionare un cuscino non troppo spesso come supporto per la schiena per ammortizzare i sobbalzi durante la marcia del veicolo;
  • non disattivare l’airbag sia nel caso in cui la donna in gravidanza si metta al volante, sia quando si accomoda sul sedile del passeggero;
  • data la condizione di stress prevedibile, è preferibile, durante la gravidanza, prediligere gli spostamenti brevi o di media durata, proprio perché i viaggi lunghi sono più complessi da gestire;
  • considerare anche le condizioni ambientali, ad esempio evitando di guidare durante le ore più calde in estate o quelle più fredde in inverno.

Conclusioni

Come visto nell’articolo, sono davvero poche le regole del Codice della Strada specifiche per le donne in stato di gravidanza. L’unica norma ad hoc riguarda la possibilità di non indossare le cinture di sicurezza in caso di esplicita certificazione rilasciata dal medico. Al contrario, sono numerosi gli accorgimenti che è consigliabile adottare per una maggiore sicurezza e comodità alla guida.
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Patente persa o rubata: come muoversi per poter tornare a guidare

Introduzione

La patente di guida rappresenta il documento fondamentale per poter condurre un’auto o qualsiasi altro mezzo. Può però capitare, a chi la possiede, di smarrirla oppure di subire un furto da parte di qualche malintenzionato.

Se invece non hai ancora conseguito la patente o vuoi ampliare la possibilità di condurre nuovi tipi di veicoli, allora puoi affidarti alla nostra autoscuola. L’autoscuola.net presenta infatti un’ampia offerta di servizi che comprendono, tra gli altri, anche corsi professionali per crescere nel mondo del lavoro.
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Primo passo: denuncia

Il primo passo da mettere in atto una volta che ci si rende conto di aver smarrito la patente è la denuncia.
Dal momento in cui ci si accorge di non avere la patente, si hanno 48 ore per presentare denuncia ai carabinieri o alla polizia.
Nel caso in cui si sia impossibilitati a recarsi presso le autorità, è possibile un’alternativa: la legge consente infatti di denunciare lo smarrimento anche online, sul sito ufficiale dei carabinieri. Se si sfrutta questa comoda alternativa, occorrerà poi in ogni caso presentarsi successivamente di persona per completare la procedura di denuncia.

Secondo passo: ottenimento del permesso provvisorio di guida

Una volta completata la procedura di denuncia, il primo grosso problema (ovvero quello di non poter guidare il proprio mezzo) è stato risolto.
In seguito alla denuncia viene infatti rilasciato dalle autorità un permesso provvisorio di guida. Si tratta di un documento equiparabile alla patente in cui vengono riportati i dati dell’interessato e la cui validità è di 90 giorni. In questo modo è dunque fin da subito possibile riprendere a guidare normalmente il proprio mezzo.

Terzo passo: ottenimento del duplicato

Dopo aver fatto la denuncia di smarrimento e dopo aver ottenuto un permesso provvisorio, i Carabinieri o la Polizia locale verificheranno, accedendo all’Archivio Informatico Nazionale, la duplicabilità o meno della patente smarrita.

Lo scenario migliore è quello per il quale la patente risulta poter essere duplicabile: in questo caso la nuova patente arriverà al diretto interessato per posta entro 45 giorni da quando si è esposta la denuncia, senza ulteriori adempimenti.
Diverso il caso in cui la patente non è duplicabile, solitamente perché mancano dati fondamentali come ad esempio l’indicazione della scadenza. In questo caso occorre, dopo aver sporto denuncia, recarsi anche presso la motorizzazione Civile, compilare il modello TT2112 e fornire Carta d’identità e due fototessere.

Oltre al diretto interessato, anche un’autoscuola può richiedere il duplicato della patente presentando tutti i documenti necessari: una soluzione utile se si vogliono evitare perdite di tempo presso la motorizzazione. Il costo per l’ottenimento del duplicato della patente è di 10,20 euro.

Conclusioni

Come visto, non occorre disperarsi in caso di furto subito o di smarrimento della patente, ma seguire pochi passaggi per ripristinare immediatamente la normalità e poter guidare nuovamente il proprio veicolo.
Tre step da seguire per ottenere un certificato provvisorio di guida e poi la nuova patente vera e propria.
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Uso del clacson in auto: regole e divieti del Codice della Strada

A tutti capita, anche più volte al giorno, di utilizzare il clacson per i motivi più disparati. In generale chi possiede una patente ha, almeno una volta, fatto uso di questo dispositivo di segnalazione acustica.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, allora la nostra autoscuola può fare al caso tuo, offrendoti la possibilità di conseguire diversi tipi di patenti o di seguire corsi utili al tuo miglioramento professionale nell’ambito dei trasporti merci o persone.
Per qualsiasi informazione o chiarimento sulla nostra offerta, puoi contattarci compilando il form online, telefonandoci oppure vendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel proseguo dell’articolo approfondiremo il tema sull’uso del clacson, spiegando regole e norme che vanno seguite per non incorrere in eventuali sanzioni.

Uso dei dispositivi di segnalazione acustica: Codice della Strada

A disciplinare nero su bianco l’utilizzo dei dispositivi di segnalazione acustica, e quindi anche del clacson, è come al solito il Codice della Strada. In particolare, l’articolo 156 del CdS dispone che:

  1. Il dispositivo di segnalazione acustica deve essere usato con la massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale. La segnalazione deve essere la più breve possibile;
  2. Fuori dei centri abitati l’uso del dispositivo di segnalazione acustica è consentito ogni qualvolta le condizioni ambientali o del traffico lo richiedano al fine di evitare incidenti, in particolare durante le manovre di sorpasso. Durante le ore notturne ovvero di giorno, se ne ricorre la necessità, il segnale acustico può essere sostituito da segnali luminosi a breve intermittenza mediante i proiettori di profondità, nei casi in cui ciò non sia vietato;
  3. Nei centri abitati le segnalazioni acustiche sono vietate, salvo i casi di effettivo e immediato pericolo. Nelle ore notturne, in luogo delle segnalazioni acustiche, è consentito l’uso dei proiettori di profondità a breve intermittenza;
  4. In caso di necessità, i conducenti dei veicoli che trasportano feriti o ammalati gravi sono esentati dall’obbligo di osservare divieti e limitazioni sull’uso dei dispositivi di segnalazione acustica.

Clacson nei centri abitati

Come visto, esistono diverse norme restrittive sull’uso del clacson. Se, però, al di fuori dei centri abitati è possibile utilizzarlo in più fattispecie previste dal Codice della Strada, diverso è il discorso nei centri abitati.
Il già menzionato articolo 156 del CdS pone per essi condizioni ancora più stringenti: infatti nei centri abitati l’uso del clacson è di base vietato, salvo eccezioni di pericolo imminente.

Allo stesso tempo, il CdS dispone che sempre nei centri abitati i segnali acustici debbano invece essere sostituiti, nel limite del possibile, dai segnali di illuminazione (tramite i fari dell’auto).

Sanzioni

L’utilizzo inappropriato del clacson auto, in violazione delle disposizioni del Codice della strada, può comportare sanzioni amministrative pecuniarie significative. Secondo la normativa vigente, chi suona il clacson quando e dove non è consentito può essere punito con una sanzione che varia da 42 a 173 euro. L’utilizzo del clacson auto in situazioni non di pericolo non comporta ovviamente l’applicazione di sanzioni amministrative accessorie, come la decurtazione dei punti dalla patente o la sua sospensione

In ogni caso, l’abuso del clacson può essere punito solo con una sanzione amministrativa pecuniaria, senza ulteriori conseguenze sulla licenza di guida.

Conclusioni

Come visto nell’articolo, non è possibile utilizzare il clacson in tutta tranquillità e per motivazioni futili, poiché esistono in realtà delle regole ben precise che possono portare a sanzioni e multe.
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Guida di perfezionamento e rinnovo patente: come riprendere a guidare l’auto

Introduzione

Può capitare, una volta che si è conseguita la patente, di non sfruttarla restando senza guidare per parecchi anni, perdendo dunque l’abitudine o addirittura lasciando scadere il documento di guida.

E se invece non hai ancora conseguito la patente? Allora la nostra Autoscuola fa al caso tuo, con un’ampia gamma di patenti conseguibili ed altri servizi collegati al mondo della strada ed alla crescita professionale.
Per qualsiasi informazione o chiarimento, ti ricordiamo che è possibile contattarci compilando il form online, telefonicamente, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo nel resto dell’articolo tratteremo sia il tema delle guide di perfezionamento, sia il tema del rinnovo della patente.

Rinnovo patente

La situazione più svantaggiosa è quella in cui, stando per molto tempo senza guidare un’auto, non solo ci si è arrugginiti ma si è anche fatta scadere la patente.

La prima condizione importante è che la patente non sia scaduta da più di tre anni: entro tale data, infatti, è possibile rinnovare direttamente la tua licenza di guida, senza azioni ulteriori. Il servizio di rinnovo patente è disponibile presso la nostra autoscuola.

Diverso il discorso per chi lascia trascorrere più di tre anni (ma meno di cinque) dalla scadenza della patente. Infatti, l’articolo 128 comma 1 del Codice della Strada stabilisce che deve sempre disporsi la revisione della patente nei casi in cui sorgano dubbi sulla sussistenza dei requisiti psico-fisici in capo al titolare del documento. Ed il mancato esercizio alla guida per un periodo di almeno tre anni può far sorgere tali dubbi.

Occorre però dire che la revisione della patente in caso di mancato rinnovo del documento entro tre anni non è automatica: la valutazione va infatti fatta caso per caso.

Ancora peggiore è la fattispecie in cui la patente è scaduta da più di cinque anni. L’articolo 126 del CdS dispone che:

“Qualora una patente di guida sia scaduta da più di cinque anni, la conferma della validità è subordinata anche all’esito positivo di un esperimento di guida finalizzato a comprovare il permanere dell’idoneità tecnica alla guida del titolare. […] L’esperimento di guida consiste nell’esecuzione di almeno una delle manovre e almeno tre dei comportamenti di guida nel traffico previsti per la prova di verifica delle capacità e dei comportamenti per il conseguimento della patente della medesima categoria di quella posseduta. Se, il giorno della prova, il conducente che deve sottoporsi all’esperimento di guida è assente, o nel caso di esito negativo dell’esperimento, la patente è revocata“.

Guida di perfezionamento

Se invece la tua patente è stata sempre rinnovata ma sei semplicemente arrugginito, allora il nostro consiglio è quello di eseguire delle lezioni di guida di perfezionamento, che potrai seguire presso la nostra autoscuola a Cagliari o presso la scuola guida della tua città.

Le lezioni di perfezionamento altro non sono che delle lezioni di guida utili a colmare tutte le tue difficoltà, lacune e paure alla guida. Le lezioni si baseranno sulle tue esigenze: se hai bisogno di esercitarti al buio, ad esempio, si svolgeranno in notturna e così via. Sarai tu a richiedere al tuo istruttore di guida su cosa vuoi esercitarti.

Conclusioni

Abbiamo visto, nel corso dell’articolo, come chi non guida da molto tempo può incorrere sostanzialmente in due situazioni: patente scaduta, oppure semplicemente scarsa abitudine a mettersi al volante. In entrambi i casi è possibile porre rimedio, o con il rinnovo della patente, o con le guide di perfezionamento.

Per qualsiasi info o chiarimento sulla nostra offerta e sui nostri servizi, ti ricordiamo che puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci al telefono, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Bollo Auto: le informazioni più importanti da sapere sulla tassa automobilistica

Introduzione

Se hai conseguito la patente e possiedi un veicolo a quattro ruote, il bollo dell’auto rappresenta ovviamente, trattandosi di un esborso in termini monetari, una scocciatura.

E se invece non hai ancora conseguito la patente? La nostra autoscuola può fare al caso tuo, con un’ampia offerta di patenti (per svariate categorie di veicoli) e diversi corsi professionali attivi.
Per qualsiasi informazione o chiarimento sui servizi offerti dall’Autoscuola.net, puoi contattarci compilando il form online, telefonicamente, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo nel proseguo dell’articolo tratteremo i principali argomenti da conoscere sul bollo auto, mostrando anche i casi in cui è possibile non pagare la tassa.

Bollo auto: generalità

Partiamo dalla definizione. Il bollo auto, spesso definito anche come il “tassa regionale automobilistica” è un tributo regionale il cui versamento spetta a tutti i possessori di un’auto indicati dal Pubblico Registro Automobilistico. Il bollo deve perciò essere pagato annualmente da chi risulta proprietario di una o più automobili provviste di assicurazione auto, indipendentemente dal fatto che il veicolo circoli o meno.

Per quanto riguarda l’entità del pagamento, attualmente il bollo varia in base alla regione e ad altri due importanti elementi: la potenza in kilowatt del veicolo e l’impatto ambientale. Man mano che si sale di kilowatt e man mano che si passa dai veicoli Euro 6 (meno inquinanti) ai veicoli Euro 0 (più inquinanti) l’entità dell’imposta sale.

Pagamento: scadenza e modalità

I pagamenti si possono fare sia online, tramite i seguenti strumenti:

  • pagoBollo online (servizio online di ACI integrato con la piattaforma PagoPA);
  • l’home banking o i servizi online del Prestatore di Servizi di Pagamento (riconoscibili dai loghi CBILL o PagoPA);

sia di persona, attraverso le seguenti modalità:

  • gli sportelli ATM abilitati;
  • i punti vendita aderenti alla piattaforma PagoPA (per esempio SISAL, Lottomatica, Banca 5, ecc.);
  • gli Uffici postali;
  • l’ACI e le agenzie di pratiche auto autorizzate e interconnesse alla piattaforma PagoPA.

Per quanto riguarda le tempistiche invece, il bollo auto deve essere pagato ogni anno entro l’ultimo giorno del mese seguente a quello di scadenza. Se dunque il bollo scadesse ad ottobre 2023, allora andrebbe pagato entro il 30 novembre 2023.

Quando si può evitare di pagare il bollo

Non tutti sono però in realtà “costretti” al pagamento del bollo. C’è infatti chi può gioire e ritenersi esente dall’esborso monetario.
Sono esenti dal pagamento tutti i proprietari di veicoli che siano di interesse storico: ad esempio, gli iscritti nei registri degli Automoclub Storico Italiano, Storico Lancia, Storico Fiat, Storico Alfa Romeo, Federazione Motociclistica Italiana.

Oltre loro, sono esenti anche i possessori dei veicoli immatricolati da più di 30 anni e le persone con disabilità.
Anche il furto dell’auto può far scattare l’immunità dal bollo: in questo caso è necessario chiedere al Pra la trascrizione di perdita del possesso del veicolo.
In tutti gli altri casi non si può scappare dal bollo, a meno che non si cada in prescrizione: la prescrizione per il mancato pagamento della tassa è pari a 3 anni.

Conclusioni

Come visto nel corso dell’articolo, il bollo rappresenta dunque una tassa praticamente certa per ogni automobilista, a parte rari casi in cui si può entrare nel perimetro dell’esenzione.
Ringraziandoti per l’attenzione e sperando di essere stati di tuo interesse, ti ricordiamo che per qualsiasi informazione, chiarimento o spiegazione sui servizi offerti dalla nostra autoscuola, puoi contattarci compilando il form online, telefonicamente, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Guida con la pioggia: disposizioni del Codice della Strada e consigli utili

Introduzione

A novembre inoltrato tornano le giornate di pioggia ad accompagnarci anche alla guida. Soprattutto se possiedi la patente da poco, potresti trovarti in difficoltà nel metterti alla guida in caso di condizioni meteo avverse ed asfalto bagnato.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, la nostra Autoscuola potrebbe fare al caso tuo, con un offerta che spazia dalle classiche patente A e B, passando per le patenti professionali, fino ad arrivare alla patente nautica. Per qualsiasi informazione o chiarimento sui nostri servizi, ti ricordiamo che puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel proseguo dell’articolo, riassumeremo le principali regole a cui attenersi in caso di pioggia e presenteremo alcuni piccoli consigli ed accortezze da tenere a mente in queste situazioni.

Condizioni meteo avverse: le prescrizioni del Codice della Strada

È lo stesso Codice della Strada ad intervenire in maniera specifica sulle regole da seguire obbligatoriamente quando le condizioni meteo sono avverse, sia in caso di pioggia sia in caso di nevicate.
Ad essere impattati dal CdS sono nello specifico i limiti di velocità: ci sono infatti dei limiti previsti al verificarsi di determinate situazioni o fattispecie.

Una di queste fattispecie riguarda proprio le condizioni meteo: in caso di precipitazioni, sia pioggia che neve, sulle strade extraurbane principali il limite scende dai 110 ai 90 chilometri orari. Idem anche per le autostrade, dove il limite passa dai 130 ai 110 chilometri orari.
Sempre relativamente alle condizioni meteo, sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, in caso di nebbia fitta con visibilità inferiore a 100 m, possono essere imposti limiti massimi temporanei di velocità non superiori a 50 km/h.

Chi non rispetta queste disposizioni va incontro a multe e decurtamento di punti sulla patente sulla base di quanto si è sforato il limite.

Alcuni consigli

Oltre alle disposizioni vere e proprie del codice civile, ci sono alcuni consigli che sarebbe sempre bene tenere a mente:

  • ridurre la velocità: è il consiglio più ovvio, in quanto più il contesto in cui ci si trova è pericoloso, più occorre essere prudenti in termini di velocità;
  • aumentare la distanza di sicurezza dal veicolo che precede: l’asfalto bagnato e/o la scarsa visibilità tendono ad aumentare lo spazio di frenata, e per questo è importante essere più prudenti in termini di distanza di sicurezza;
  • manovrare con prudenza lo sterzo ed evitare di azionare il freno in modo improvviso e non dosato; evitare l’appannamento dei vetri e tenere in funzione i tergicristalli: in questo modo è possibile limitare i disagi provocati dal meteo in termini di visibilità;
  • se la pioggia è intensa, accendere le luci anabbaglianti;
  • controllare lo stato degli pneumatici: è importante verificare lo spessore del battistrada e la corretta pressione degli pneumatici. In inverno la pressione scende più rapidamente e un battistrada ridotto richiede frenate più dolci per evitare l’aquaplaning.
  • aquaplaning: proprio l’aquaplaning è uno dei fenomeni più pericolosi in caso di pioggia. Si tratta dello slittamento del veicolo e della conseguente perdita momentanea del suo controllo, soprattutto se il livello dell’acqua sull’asfalto supera 1 centimetro in altezza. In questi casi è importante tenere saldamente le mani sul volante, non farsi prendere dal panico, rallentare alzando il piede dall’acceleratore e premendo la frizione. È importantissimo non accelerare né frenare all’improvviso, per evitare di perdere del tutto il controllo del veicolo.

Conclusioni

Nel presente articolo, abbiamo cercato di fornirti un breve recap in caso di guida sulla pioggia, presentando sia le norme prescritte dal Codice della Strada, sia alcuni consigli utili da seguire per riuscire ad affrontare al meglio le condizioni avverse.
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Mezzi di soccorso: come comportarsi quando si incrociano sulle strade

Introduzione

Se hai conseguito la patente da un bel po’ di mesi, molto probabilmente ti è capitato almeno di una volta di incrociare un mezzo di soccorso (come, ad esempio, un’ambulanza o un mezzo dei vigili del fuoco) a sirene spiegate, e magari anche di farti prendere dall’agitazione.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, ti ricordiamo che la nostra autoscuola può fare al caso tuo, proponendo un’ampia offerta di patenti, corsi professionali, ed altri servizi (come il recupero punti).
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Per questo, nel proseguo dell’articolo, cercheremo di riepilogare le norme che bisogna rispettare quando ci si trova davanti a dei mezzi di soccorso e quali sono i “poteri” che questi ultimi hanno sulle strade in caso di emergenza.

Come comportarsi davanti ai mezzi di soccorso

A disciplinare il comportamento che gli automobilisti (e in generale chiunque conduca un veicolo per le strade) devono adottare di fronte ad un mezzo di soccorso è il Codice della Strada, il quale all’articolo 177 prescrive che:
Chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di soccorso […] appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l’obbligo di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi“.

Quanto prescritto dal Codice della Strada vale anche quando ci si trova davanti ai mezzi della polizia, dei pompieri, della protezione civile, o anche davanti alle automediche, mezzi destinati al trasporti di plasma, organi, e così via, purché abbiano in funzione sia la sirena che i lampeggianti.

Le sanzioni

Per quanto riguarda le possibili sanzioni, ostacolare il transito di una ambulanza a sirene spiegate può comportare l’applicazione di una multa che può andare da un minimo di 42 euro fino ad un massimo di 173 euro.
Non solo, ci sono delle fattispecie in cui, chi non rispetta le regole, può rischiare anche dal punto di vista penale. Queste le situazioni:

  1.  Interruzione di pubblico servizio: ad esempio, quando viene interrotto o comunque turbato il regolare svolgimento di un servizio di pubblica necessità (servizio di soccorso pubblico). Tale reato è punito con il carcere sino ad un anno;
  2. Violenza privata: ad esempio, parcheggiare un’auto in modo da impedire il passaggio di una ambulanza può integrare il reato di violenza privata, punito con una pena sino a quattro anni di carcere;
  3. Lesioni personali colpose o omicidio colposo: nei casi più gravi, il mancato rispetto delle suddette regole puòimpedire o ritardare il soccorso della persona trasportata e, quindi, provocarle dei danni fisici (lesioni personali colpose) o addirittura la morte (omicidio colposo), reati puniti rispettivamente con la pena sino a quattro annie cinque anni di carcere.

Le regole per i mezzi di soccorso

Se i “normali automobilisti”, come visto, devono rispettare tutta una serie di regole di fronte ad un mezzo di soccorso, anche questi ultimi hanno delle norme da rispettare, sempre disciplinate dall’articolo 177 del Codice della Strada. Il comma 1 del suddetto articolo ci dice che l’uso della sirena e dei lampeggianti «è consentito ai conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio e di protezione civile come individuati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti». Nel momento in cui questi segnali sonori e visivi vengono accesi, i soccorritori sono giustificati a trasgredire il Codice della strada, così da poter garantire un soccorso quanto più rapido ed efficace.

Ma fino a che punto possono spingersi i soccorritori in questo senso? Come sottolinea il comma 2, i veicoli con sirena e lampeggiante «non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza». 

Conclusioni

Nel corso dell’articolo, abbiamo trattato una delle situazioni che più generano ansia negli automobilisti, soprattutto quelli principianti: trovarsi di fronte ad un mezzo a sirene e lampeggianti accesi.
Abbiamo visto come esistano delle norme da rispettare, sia dal lato dei normali conducenti, sia dal lato di chi conduce i mezzi di soccorso (o in generale qualsiasi mezzo di emergenza), cercando di descrivere anche quali sono le possibili sanzioni in cui si può incorrere.
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Linee tratteggiate, continue, colorate: tutti i significati della segnaletica orizzontale

Introduzione

La segnaletica orizzontale, ed in particolare le linee di mezzeria che determinano la carreggiata, sono un elemento con cui tutti i giorni, chi ha conseguito la patente e guida un mezzo, ha a che fare.

Se invece non hai ancora conseguito la patente e sei intenzionato a farlo, allora la nostra autoscuola fa al caso tuo: un’ampia offerta di servizi e licenze conseguibili, dalle classiche patenti A e B alle patenti professionali.
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Per questo, nel proseguo dell’articolo, cercheremo di illustrare i vari tipi di linee e le relative disposizioni da rispettare per chi conduce un mezzo nelle strade italiane.

Striscia bianca tratteggiata

Se la strada è ad un solo senso di marcia, la striscia bianca tratteggiata serve per dividere la carreggiata in due corsie.
Se invece la strada è a doppio senso di marcia, allora ha anche la funzione di dividere i sensi di marcia, consentendo, in caso di sorpasso su un’altra auto, di invadere momentaneamente l’altra corsia.
Questo tipo di striscia permette inoltre la svolta a sinistra e, se la strada in cui si viaggia lo autorizza, anche di effettuare un’inversione di marcia.

Striscia bianca continua

Anche in questo caso, se la strada è ad un solo senso di marcia, la striscia bianca tratteggiata serve per dividere la carreggiata in due corsie.
Se invece la strada è a doppio senso di marcia, allora ha anche la funzione di dividere i sensi di marcia. In questo caso però, al contrario della striscia tratteggiata, la linea non può essere superata ed infatti il sorpasso può essere effettuato soltanto se si riesce ad eseguirlo senza oltrepassare la striscia

Doppia striscia bianca continua

La doppia striscia bianca continua serve a dividere i sensi di marcia sulle strade a doppio senso. Così come accade per la striscia continua singola, non può essere superata, ed infatti il sorpasso può essere effettuato soltanto se si riesce ad eseguirlo senza oltrepassare la doppia striscia.
Rispetto alla singola striscia, dunque, consente e vieta esattamente le stesse cose: la differenza è soltanto psicologica.

Striscia continua centrale affiancata a sinistra da una striscia discontinua (o viceversa)

Questo tipo di strisce si trova su strade a doppio senso di circolazione, e il loro significato dipende da quale delle due strisce si trova più vicina al conducente: se la striscia più vicina è quella continua non può superarla, se è quella tratteggiata sì.

Linee di mezzeria gialle

Come visto, tutti e quattro i tipi di linee descritte precedentemente sono tracciate con il “classico” colore bianco. Può capitare però, che ciascuno dei quattro tipi possa venire tracciato di colore giallo.
Nel caso in cui vi troviate davanti a strisce gialle, vuol dire che ci sono in corso dei lavori e si tratta di linee di mezzeria provvisorie: i significati però, e le regole da rispettare, sono le medesime descritte in precedenza, nonostante il cambio di colore.
Il colore giallo indica comunque un grado di prudenza ancora maggiore, visti appunti i lavori in corso che stanno interessando la strada percorsa.

Conclusioni

Come illustrato nel corso dell’articolo, esistono ben quattro tipi di linee di mezzeria, ognuno indicante diversi tipi di manovre e comportamenti consentiti ai conducenti dei mezzi, e per questo è importante conoscerli.
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Carta di circolazione: le dritte per saperla leggere e interpretare al meglio

Introduzione

Il libretto di circolazione, anche noto come carta di circolazione, rappresenta un documento cruciale per l’automobilista, contente tutte le informazioni utili sul veicolo. È di conseguenza fondamentale, se possiedi la patente ed un veicolo da condurre, saperlo leggere e interpretare correttamente.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, ma è uno dei tuoi prossimi obiettivi, allora la nostra autoscuola fa al caso tuo, con un’offerta ampia su diversi tipi di licenze e corsi.
Per scoprire tutti i nostri servizi o per qualsiasi richiesta di chiarimento, ti consigliamo di contattarci compilando il form online sul nostro sito, telefonicamente, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo nel resto dell’articolo spiegheremo punto per punto ciascuna voce che compone il libretto, in maniera tale da cercare di fornirti una guida più completa possibile.

Generalità

Il libretto di circolazione è uno dei tre documenti obbligatori (insieme alla patente di guida ed al certificato di assicurazione) da portare in auto quando si circola su strade pubbliche. A imporlo è l’articolo 180 del Codice della Strada (CdS), secondo cui il mancato rispetto dell’obbligo fa rischiare una multa compresa tra i 41 e i 168 euro.

Inoltre, l’automobilista che, fermato dalle Forze dell’Ordine, verrà sorpreso senza uno o tutti questi documenti, dovrà obbligatoriamente presentarli entro un certo termine presso l’ufficio indicato dell’agente accertatore, pena ulteriori provvedimenti sanzionatori. In caso contrario, qualora non ci si presenti agli uffici di polizia entro il termine stabilito, si può incorrere in una sanzione ancora più salata, fino a 1.682 euro.

Le sezioni del libretto

Come detto, elencheremo i significati di tutte le voci del libretto, al fine di poterlo leggere più facilmente e comprendere le varie sezioni:

A: targa del veicolo

B: data della prima immatricolazione del veicolo

Se l’intestatario è anche il proprietario, compaiono i codici:

C.2.1: cognome proprietario del veicolo (o ragione sociale)

C.2.2: nome data di nascita del proprietario

C.2.3: indirizzo del proprietario

Se invece proprietario e intestatario sono due soggetti diversi:

C.1.1: cognome intestatario del veicolo (o ragione sociale)

C.1.2: nome dell’intestatario e data di nascita

C.1.3: indirizzo dell’intestatario

D.1: marca veicolo

D.2: tipo veicolo

D.3: denominazione commerciale

E: VIN (Vehicle identification number), ovvero il numero di telaio del veicolo

F.1: massa massima a carico tecnicamente ammissibile, escluso motocicli

F.2: massa massima a carico ammissibile del veicolo in circolazione nello Stato di immatricolazione

F.3: massa massima a carico ammissibile dell’insieme in circolazione nello Stato di immatricolazione

G: massa del veicolo in circolazione carrozzato e munito del dispositivo di attacco per i veicoli trattori di categoria diversa dalla M1

I: data di immatricolazione alla quale si riferisce la carta di circolazione. Se l’auto è stata ritargata, questa datà sarà successiva a quella del paragrafo B.

J: categoria del veicolo

J.1: destinazione ed uso del veicolo

J.2: carrozzeria del veicolo

K: numero di omologazione del tipo (se disponibile)

L: numero di assi

M: interasse

N: ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg

O.1: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio frenato (kg)

O.2: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio non frenato (kg)

P.1: cilindrata (cm3)

P.2: potenza netta massima (kW)

P.3: tipo di combustibile o di alimentazione

P.5: numero di identificazione del motore

Q: rapporto potenza/massa in kW/kg (solo per i motocicli)

S.1: numero di posti a sedere, compreso quello del conducente

S.2: numero di posti in piedi (se del caso).

U.1: livello sonoro a veicolo fermo [dB(A)]

U.2: livello sonoro a regime del motore (giri×min−1)

V.1: CO (g/km o g/kWh)

V.2: HC (g/km o g/kWh)

V.3: NOx (g/km o g/kWh)

V.5: particolato per i motori diesel (g/km o g/kWh)

V.7: CO2 (g/km)

V.9: indicazione della classe ambientale di omologazione CE

Conclusioni

Come visto, le voci del libretto di circolazione sono tantissime, e nel corso dell’articolo abbiamo cercato di descrivere ciascuna di esse, identificate nel libretto soltanto tramite lettere e numeri.
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Resta aggiornato sui limiti di velocità: la mini-guida con tutti i numeri e tutte le casistiche

Introduzione

Uno degli aspetti normativi che più influiscono sulla guida delle persone sono i limiti di velocità. Ed infatti sicuramente, se hai conseguito una qualsiasi delle tante patenti esistenti, hai dovuto approfondire questo tema per superare l’esame di teoria.

Se invece ancora non hai conseguito la patente ma desideri farlo a breve, allora la nostra autoscuola fa al caso tuo. Presso L’Autoscuola.net è infatti disponibile una vasta disponibilità di patenti conseguibili ed ulteriori servizi che spaziano dai corsi professionali al recupero punti.
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Per questo nel proseguo dell’articolo ti forniremo una mini guida cercando di inserire tutti i limiti vigenti in territorio italiano attualmente.

I limiti di velocità generici

Ad occuparsi della regolamentazione sui limiti di velocità è, come spesso accade, il Codice della Strada, e nello specifico l’articolo 142. I limiti generali validi per motocicli, autovetture, autovetture con carrello-appendice, veicoli fino a 3 tonnellate e mezzo, sono:

  • 50 km/h – centri abitati (strade urbane);
  • 90 km/h – strade extraurbane secondarie;
  • 110 km/h – strade extraurbane principali;
  • 130 km/h – autostrade.

Nello specifico in Sardegna, non esistendo autostrade, vien da sé che il limite massimo è quello relativo alle strade extraurbane principali, ed è quindi “bloccato” a 110 km/h.

I limiti di velocità per specifico veicolo

Ai limiti generici di velocità si aggiungono poi dei limiti che riguardano soltanto specifiche categorie di veicoli.

I limiti relativi agli specifici veicoli sono riportati di seguito:

  • 40 km/h – macchine agricole e macchine operatrici con pneumatici;
  • 45 km/h – ciclomotori;
  • 80 km/h – quadricicli a motore;
  • 80 km/h – autotreni; autovetture che trainano rimorchi (anche se leggeri) o caravan (roulotte) su autostrada;
  • 70 km/h – autotreni; autovetture che trainano rimorchi (anche se leggeri) o caravan (roulotte) su strade extraurbane (principali e secondarie).

Altre casistiche

Ci sono infine dei limiti previsti al verificarsi di determinate situazioni o fattispecie.

Un primo limite riguarda le condizioni meteo: in caso di precipitazioni, sia pioggia che neve, sulle strade extraurbane principali il limite scende dai 110 ai 90 chilometri orari. Idem anche per le autostrade, dove il limite passa dai 130 ai 110 chilometri orari.
Sempre relativamente alle condizioni meteo, sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali, in caso di nebbia fitta, con visibilità inferiore a 100 m, possono essere imposti limiti massimi temporanei di velocità, non superiori a 50 km/h.

Su alcune strade urbane, alla presenza di determinate caratteristiche ed in presenza anche di apposito segnale, il limite può invece essere alzato dai 50 ai 70 chilometri orari. Anche sulle autostrade a tre corsie per ogni senso di marcia (più la corsia di emergenza) possono essere alzati i limiti: gli enti proprietari possono infatti elevare il limite di velocità fino a 150 km/h, purché sussistano particolari caratteristiche e condizioni della strada.

L’ultima casistica speciale riguarda i neopatentati: per chi ha conseguito la patente da meno di tre anni il limite scende da 110 chilometri orari a 100 chilometri orari in autostrada, e da 110 chilometri orari a 90 chilometri orari nelle strade extraurbane principali.

Conclusioni

Con il presente articolo, abbiamo cercato di riassumere tutti i possibili limiti di velocità esistenti attualmente in territorio italiano.
Abbiamo visto come, non solo esistano dei limiti generici (che sono anche quelli più comunemente conosciuti), ma anche limiti riguardanti particolari categorie di veicoli o determinate fattispecie.
Con l’auspicio di essere stati di tua utilità e di tuo interesse, ti ricordiamo che per qualsiasi informazione relativa ai servizi della nostra autoscuola puoi contattarci compilando il form sul sito, chiamandoci al nostro numero di telefono, o venire direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.


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