Viaggi e vacanze all’estero: i casi in cui serve la patente di guida internazionale, e come ottenerla grazie all’Autoscuola.Net

Introduzione

Entra nel vivo la bella stagione ed è subito tempo di viaggi. In caso di vacanze all’estero, occorre fare attenzione se l’intenzione è quella di mettersi alla guida, perché a seconda della location prescelta potrebbe essere necessaria la patente internazionale. Noi dell’Autoscuola.net possiamo aiutarti ad ottenerla.

Per scoprire invece l’offerta completa della nostra autoscuola, ti invitiamo a visitare il nostro sito alla sezione servizi. Oltre ad accompagnarti nel conseguimento delle varie patenti, sono infatti previsti altri numerosi servizi, come ad esempio quello di recupero punti o la guida accompagnata.
Per qualsiasi informazione puoi contattarci compilando il form online, tramite i nostri recapiti telefonici, o venendo a trovarci nelle nostre sedi.

Nel proseguo dell’articolo ti spiegheremo meglio in cosa consiste ed in quali situazioni occorre essere in possesso di tale attestato.

Patente internazionale di Guida: cenni generali

La patente internazionale di guida, o più correttamente “Permesso Internazionale di Guida’, come scrive l’ACI: è necessaria per guidare in quei paesi che non siano firmatari delle medesime Convenzioni internazionali ratificate dall’Italia.
È rilasciata dall’Ufficio Provinciale della Direzione Generale della Motorizzazione Civile del luogo di residenza del richiedente, previa esibizione della patente di guida in corso di validità. L’elenco degli Uffici Provinciali della Motorizzazione Civile è consultabile sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Esistono due modelli diversi di patente internazionale, ognuno dei quali con la propria lista di paesi in cui il documento è considerato valido ai fini legislativi: 

  • il modello “Convenzione di Ginevra 1949”, il quale ha validità per 1 anno; 


  • il modello “Convenzione di Vienna 1968”, il quale ha validità per 3 anni. 
Esempio di patente internazionale “Ginevra”

Occorre specificare che per entrambi i modelli, è condizione necessaria essere già in possesso della patente di guida italiana, conseguibile ovviamente presso l’Autoscuola.net.

Inoltre, essendo la patente internazionale un documento subordinato alla patente originale, è legata a quest’ultima  anche nell’ambito della scadenza. Di conseguenza, la data di scadenza predominante è quella della patente italiana: se questa dovesse scadere, allora anche la patente internazionale perderebbe il suo effetto, anche se non fossero passati gli 1 o 3 anni di scadenza (rispettivi del modello di Ginevra e del modello di Vienna).

Distinzione tra i due modelli: dettagli

Il modello Ginevra è valido nelle seguenti destinazioni: Argentina, Australia, Cambogia, Perù, Marocco, Canada, Cuba, Egitto, India, Giordania, Nuova Zelanda, Singapore, USA, Sud Africa, Sri Lanka, Thailandia, Turchia e Venezuela. 
Il modello Vienna è valido invece in: Argentina, Cile, Bahamas, Bielorussia, Brasile, Ecuador, Filippine, Indonesia, Messico, Iran, Mongolia, Sud Africa, Thailandia, Uruguay e Venezuela. 

A seconda di quello che è il paese visitare occorre dunque optare per una delle due opzioni.
Da segnalare come entrambi, anche sommati, non comprendano tutti i paesi al di fuori dell’Italia.
Non è necessario, infatti, ottenere tale documento se si intende viaggiare nei paesi europei, o in altri paesi come la Turchia o l’Algeria. In tal caso occorre semplicemente la patente italiana regolarmente conseguita sul nostro territorio.

Come ottenere il Permesso di Guida Internazionale grazie alla nostra Autoscuola

Per ottenere il documento è necessario presentarsi alla motorizzazione civile, portando con sé una serie di documenti necessari: ovviamente la patente di guida conseguita in territorio italiano, marca da bollo, versamento di 16 sul c/c 4028, versamento di 10 sul c/c 9001, due fototessere, il modello TT746.

La nostra autoscuola si mette a tua disposizione per provvedere alla consegna di tali documenti alla motorizzazione, permettendoti di risparmiare tempo e di velocizzare l’emissione del permesso internazionale.

Relativamente a quest’ultimo punto, in media i tempi variano dai 10 ai 20 giorni lavorativi, ma per essere sicuri di ottenere il documento in tempo, è consigliato fare richiesta con largo anticipo, cioè con almeno un 1 mese e mezzo prima della data di partenza.

A causa della burocrazia e della mole di lavoro degli uffici di Motorizzazione, spesso la procedura per ottenere il documento di guida valido all’estero può richiedere più del tempo previsto.

Conclusioni

Abbiamo scoperto a cosa serve il Permesso di Guida internazionale, particolarmente utile con l’arrivo dell’estate, la stagione in cui gli italiani più si spostano per i viaggi all’estero.

Nel corso dell’articolo sono state illustrate le due diverse tipologie di patente internazionale, per passare poi a dei consigli su come ottenere tale documento affidandosi alla nostra autoscuola e risparmiando tempo prezioso.
Ti ricordiamo infine che, per qualsiasi dubbio o chiarimento, puoi contattarci compilando il form online, tramite i nostri recapiti telefonici, o venendo direttamente a trovarci in sede.

Estate e patente: le multe più frequenti ed i consigli estivi per scampare al pericolo sanzioni

Cenni introduttivi

La stagione estiva sta entrando nel vivo. E gli automobilisti utilizzano la propria vettura per spostarsi, soprattutto nei weekend, verso le località più attrattive, con lo scopo di godersi il sole ed il caldo della bella stagione.
Ci sono però alcune tipiche infrazioni che caratterizzano questa stagione, a cui occorre fare attenzione per non rischiare multe salate o la perdita di punti preziosi dalla patente.

A proposito! Presso la nostra autoscuola è possibile, in caso di necessità, usufruire del servizio di recupero punti patente, così da permettere a chi ha perso punti preziosi di recuperarli in tempo, prima di rischiare di arrivare a zero.
Per scoprire questo ed altri servizi offerti dalla nostra autoscuola, visita la sezione dedicata sul nostro sito. Puoi anche contattarci compilando il form online, telefonando ai nostri contatti, o venendo direttamente a trovarci presso la nostra sede.

Nel seguito dell’articolo ti elencheremo le infrazioni e le conseguenti sanzioni più frequenti nella bella stagione, in modo tale da avere una guida riassuntiva delle situazioni a cui prestare più attenzione.

Gli occhiali da sole

Tipico accessorio della stagione estiva, anche in auto, sono gli occhiali da sole.
Coloro che però necessitano di portare gli occhiali da vista devono avere particolare attenzione per non incappare in brutte sorprese.

L’articolo 173 del Codice della Strada prevede che:

“Il titolare di patente di guida al quale in sede di rilascio o rinnovo della patente stessa sia stato prescritto di integrare le proprie deficienze organiche e minorazioni anatomiche o funzionali per mezzo di lenti o di determinati apparecchi, ha l’obbligo di usarli durante la guida”.

Ecco, chi è soggetto a tele obbligo, non può considerare gli occhiali da sole come sostitutivi degli occhiali da vista. Occorre dunque che anche gli occhiali da sole siano opportunamente graduati.

In caso contrario, sempre il Codice della Strada informa che “chiunque viola le disposizioni di cui al comma 1 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 83 a euro 333 euro” a cui si aggiunge la sottrazione di cinque punti dalla patente.

I bagagli

Un altro comportamento tipico della stagione estiva, soprattutto in caso di partenze per lunghe vacanze, è il caricamento dei bagagli sull’auto.

Riguardo alla sistemazione dei bagagli all’esterno dell’auto, il Codice della Strada è molto chiaro.
L’articolo 164 relativo alla ‘Sistemazione del carico sui veicoli” prevede che:

“Il carico dei veicoli deve essere sistemato in modo da evitare la caduta o la dispersione dello stesso; da non diminuire la visibilità al conducente né impedirgli la libertà dei movimenti nella guida; non compromettere la stabilità del veicolo; da non mascherare dispositivi di illuminazione e di segnalazione visiva né le targhe di riconoscimento e i segnali fatti col braccio”.

Sempre il Codice della Strada, all’articolo 61, impone i limiti di sagoma del veicolo: larghezza massima 2,55 metri, altezza 4 metri, lunghezza 12 metri.
Detto che il veicolo non può in ogni caso superare tali limiti, a sua volta il bagaglio:

  • può sporgere longitudinalmente dalla parte posteriore, se costituito da cose indivisibili, fino ai 3/10 della lunghezza del veicolo stesso;
  • non può sporgere longitudinalmente dalla parte anteriore.

Chiunque viola le disposizioni appena elencate, rischia una sanzione amministrativa compresa tra gli 87 e i 344 euro.

Aria condizionata

Il terzo ed ultimo caso che elencheremo riguarda l’utilizzo dell’aria condizionata, un tema già affrontato in precedenza in un articolo dedicato, su cui è possibile approfondire l’argomento.

A disciplinare l’utilizzo dell’aria condizionata in auto è l’articolo 157 del Codice della Strada, il quale dispone che:

“È fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria nel veicolo stesso. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 223 a € 444”.

Occorre dunque fare attenzione anche a questo aspetto. È ovviamente legittimo accendere l’aria condizionata per rinfrescare l’auto, ma bisogna stare attenti a non farlo in sosta, in quanto si entrerebbe nella fattispecie prevista dal Codice della Strada, rischiando appunto la sanzione.

Conclusioni

Abbiamo visto tre tipici casi di infrazioni e sanzioni collegate all’avvento della stagione estiva. Si tratta ovviamente di disposizioni che il Codice della Strada prevede per l’intero arco dell’anno, ma in cui è più frequente ricadere proprio nei mesi della bella stagione.

Sperando di averti fornito una panoramica utile ad evitare situazioni spiacevoli, ti ricordiamo che per qualsiasi informazione o chiarimento relativi ai servizi offerti dalla nostra autoscuola siamo a totale disposizione: puoi contattarci compilando il form online, tramite i nostri recapiti telefonici, oppure venire direttamente a trovarci in sede.

Patente E, in cosa consiste e perché può essere utile per la tua carriera professionale

Introduzione

La patente B, quella che permette di guidare le comuni autovetture, è sicuramente la più conosciuta.
Sono poi in tanti, a ricordare o conoscere l’esistenza di altri tipi di patente, come la A, la C, la D, e la patente nautica.
In pochi invece conoscono il significato della patente E, che in realtà non consiste in una vera e propria patente ma può essere considerata come un’estensione di alcune delle patenti sopraelencate.

Non solo patenti! Presso l’Autoscuola.net sono disponibili tutta una serie di altri servizi come: recupero punti, rinnovo patente, guida accompagnata, guida di perfezionamento.
Se vuoi saperne di più o vuoi chiederci qualsiasi altra informazione, ti ricordiamo che puoi compilare il form online disponibile sul sito, contattarci telefonicamente, oppure venire direttamente a trovarci presso la nostra sede. Cercheremo di rispondere ai tuoi dubbi o richieste di chiarimenti nel miglior modo possibile.

Nel proseguo dell’articolo cercheremo di capire meglio in cosa consiste questo tipo di estensione, ed in quale modo può essere utile nel mondo lavorativo.

Patente E: Il Codice della Strada

Come anticipato, la patente E non è una vera e propria patente, ma l’estensione di alcune delle patenti previste da Codice della Strada. Nello specifico tali patenti sono la B, la C, la C1, la D e la D1, che diventano rispettivamente BE, CE, C1E, DE, D1E.

Di seguito la disciplina del Codice della Strada:

  • BE: permette di condurre complessi di veicoli composti di una motrice della categoria B e di un rimorchio o semirimorchio: questi ultimi devono avere massa massima autorizzata non superiore a 3500 kg;
  • CE: permette di condurre complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria C e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa massima autorizzata superi 750 kg;
  • C1E permette di condurre A)complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria C1 e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non superi 12000 kg; B) complessi di veicoli composti di una motrice rientrante nella categoria B e di un rimorchio o di un semirimorchio la cui massa autorizzata e’ superiore a 3500 kg, sempre che la massa autorizzata del complesso non superi 12000 kg;
  •  DE: permette di condurre complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata supera 750 kg;
  • D1E: permette di condurre complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D1 e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata è superiore a 750 kg.

In linea di massima la patente E consente: per la patente B, di poter condurre le comuni autovetture ma con la presenza aggiuntiva di un rimorchio o semirimorchio con massa non superiore a 3500kg; per le altre patenti (C,C1,D,D1) di condurre i veicoli previsti da esse, a cui si può aggiungere la presenza di un rimorchio o semirimorchio con massa superiore a 750kg.

Come ottenere la patente E

Trattandosi di un’esigenza particolare, rispetto a patenti classiche come la B, per ottenere la patente E ci si rivolge nella maggior parte dei casi ad un’ autoscuola qualificata.
In tal senso, la nostra autoscuola di Cagliari è l’unica di tutta la Sardegna a poter contare sul possesso di un autoarticolato nel proprio parco mezzi.

Per quanto riguarda l’esame di teoria, occorre distinguere i tre casi delle patenti BE, CE, DE:

  • BE soltanto chi ha conseguito la patente B prima dell’1 dicembre 2013  è tenuto a svolgere l’esame di teoria
  • CE/DE: soltanto chi ha conseguito la patente C/D prima del 2 marzo 2015 è tenuto a svolgere l’esame di teoria.

Per quanto riguarda l’esame pratico invece, così come per le altre patenti,  la nostra autoscuola garantisce la migliore e la più efficace formazione in tempi rapidi, con un’elevata percentuale di promossi.

Ai nostri istruttori qualificati si accompagna anche la qualità dei mezzi messi a disposizione, in modo tale da garantire la migliore preparazione possibile, sottolineando nuovamente che L’Autoscuola.net è l’unica in tutta la Sardegna a poter vantare un autoarticolato per i propri allievi.

Sbocchi professionali

Le patenti CE, C1E, DE, D1E, rappresentano il primo passo per lo svolgimento di una professione che prevede la conduzione di veicoli appartenenti alle categorie C, C1, D, D1 con rimorchi.

Per poter svolgere però effettivamente la professione sfruttando le sopracitate patenti, occorre integrarle con la patente CQC.
La CQC merci e persone è una carta di qualificazione che abilita il conducente a condurre veicoli di categoria C, C1 e D,D1 per professione. Nello specifico, la CQC merci è legata alle patenti C e C1, mentre la CQC persone alle patenti D e D1.
Entrambe sono conseguibili presso l’Autoscuola.net, ed i dettagli sono spiegati in un articolo dedicato.

Conclusioni

La patente E dunque (o per meglio dire, l’estensione E) permette di integrare le patenti B, C e D, consentendo, se ulteriormente integrata con la CQC, importanti sbocchi in ambito anche lavorativo.
Sperando di essere riusciti a darti una panoramica su questa tematica, ti ricordiamo che per qualsiasi ulteriore dubbio o chiarimento puoi contattarci compilando il form online, utilizzando i nostri recapiti telefonici, o venendo direttamente a trovarci in sede.

Riforma del Codice della Strada, in arrivo l’Ergastolo della patente: in cosa consisterà il nuovo provvedimento

Introduzione

Sono in arrivo novità cruciali per i conducenti di autovetture, ed in generale per tutti i protagonisti delle strade.
L’arrivo della riforma del Codice della Strada infatti introdurrà nuove importanti norme e sanzioni, da conoscere per non incappare in brutte sorprese.

A proposito, se vuoi restare sempre aggiornato sulle novità in tema stradale, ricordati di visitare il nostro sito ed il nostro blog. Inoltre, sempre sul sito, è possibile consultare tutto il ventaglio di servizi offerti da L’autoscuola.net.
Ti ricordiamo infine, che per qualsiasi informazione o chiarimento, puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci ai nostri recapiti telefonici, o direttamente venirci a trovare presso una delle nostre sedi.

Di seguito verranno presentate alcune delle principali novità. Tra queste proprio il cosiddetto ‘Ergastolo della patente‘, uno dei punti che sta scaturendo maggiore interesse a livello mediatico.

Riforma del codice della strada ed ‘Ergastolo della patente

Come anticipato, è in arrivo da parte del Ministero dei trasporti un’importante riforma del Codice della Strada.
Stando a quanto si apprende dai quotidiani nazionali, i tempi della riforma sono ben definiti: la modifica avverrà con un disegno di legge che potrebbe essere presentato in Consiglio dei ministri entro giugno. Il testo ha l’ambizione di rivoluzionare il codice stradale, e potrebbe venire approvato entro fine anno, entrando dunque in vigore nel 2024.

La riforma andrà a toccare diversi punti. Tra i principali: monopattini e autovelox, corsi di sicurezza stradale nelle scuole, maggiore severità sui punti decurtati dalle patenti, guida in stato di ebbrezza, la possibilità di istituire il cosiddetto ‘ergastolo della patente’.

Per quanto riguarda quest’ultimo punto,  come ribadito dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, sarà previsto  il ritiro del documento a vita in caso di infrazioni gravi. Potrebbe rientrare in quest’ambito l’aver causato incidenti sotto l’effetto di sostanze o in stato di ebrezza.

Si tratterebbe di una sanzione drastica, un modo per incrementare le pene in modo da scoraggiare ancora di più le infrazioni.
In particolare si andrebbero a colpire le infrazioni più gravi, quelle che potenzialmente metterebbero a rischio la vita non solo del conducente, ma anche degli altri attori della strada.

Gli altri cambiamenti considerevoli

Ma non solo ergastolo della patente, come scritto nel paragrafo precedente, ci saranno altre importanti novità. Queste le tematiche più considerevoli:

  • guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti: due fattispecie che saranno quasi sicuramente soggette ad inasprimento della pena;
  • infrazioni riguardanti la sosta, con la previsione di pene più severe per chi parcheggia impropriamente nei posti riservati ai disabili, in doppia fila, o sui marciapiedi;
  • corsi di sicurezza stradale: in questo caso l’intenzione è quella di implementare corsi per educare gli studenti delle scuole alla sicurezza stradale. In tal modo si andrebbero a prevenire eventuali comportamenti futuri sbagliati;
  • punti sulla patente: in questo caso sarà prevista una maggiore severità nell’applicazione delle norme del Codice della Strada che prevedono la decurtazione dei punti.
    A tal proposito ti ricordiamo che tra i svariati servizi offerti da l’Autoscuola.net, rientra anche il recupero punti patente. Tale servizio permette di rimediare ad eventuali decurtazioni subite sulla propria patente personale;
  • la categoria dei monopattini: per questo tipo di mezzi, molto recenti ma e molto diffusi, quasi sicuramente si provvederà a mettere in atto l’obbligo di indossare il casco e l’obbligo di targa. Possibile anche l’imposizione di un limite di velocità non oltre i 25km/h e l’obbligo di assicurazione responsabilità civile.

Considerazioni finali

Svariate, come si è potuto vedere, sono le novità che con molta probabilità verranno introdotte.
La tendenza generale, comune a ciascuna delle papabili nuove misure adottate, è quella di una maggiore severità e certezza della pena, con l’obiettivo virtuoso di ridurre al tempo stesso il rischio di incidenti e stragi sulle strade italiane.

Si tratta di misure che, come anticipato, con ogni probabilità verranno prima presentate e poi approvate nel giro di pochi mesi. Questo fa sì che i temi appena trattati siano non temi lontani, ma bensì molto vicini, e quindi da tenere bene a mente.

Sperando di esserti stati d’aiuto, ti ricordiamo infine che per ogni ulteriore chiarimento o informazione sui servizi offerti dalla nostra autoscuola, puoi contattarci direttamente online tramite il form presente sul sito, attraverso i nostri recapiti telefonici, oppure venendo direttamente a trovarci presso la nostra sede.

Aria condizionata in auto, se si è fermi si rischia la sanzione: ecco cosa prevede la legge ed il Codice della Strada

Cenni introduttivi

L’estate è alle porte, ed anche i viaggi in macchina non sono esenti dall’utilizzo dell’aria condizionata. Strumento vitale per rinfrescare l’ambiente interno dell’abitacolo nelle giornate più calde.
Se hai la patente e guidi la macchina, sicuramente ti sarà capitato di accendere il climatizzatore, sia durante la marcia che nei momenti di sosta.

Questo comportamento però, potrebbe essere punito con una sanzione, come approfondiremo nel resto dell’articolo, vedendo cosa dice la legge e nello specifico il Codice della Strada.  Constateremo l’importanza di quanto sia fondamentale, ottenuta la patente, avere una conoscenza la più ampia possibile sulle norme e le regole da rispettare quando si è alla guida.

A proposito, se vuoi avere una preparazione completa e dettagliata per sostenere l’esame di teoria per la tua patente, l’Autoscuola.net mette a disposizione i propri istruttori e le proprie strutture per formarti al meglio in vista della prova, con un alta percentuale di promossi dopo aver seguito le lezioni.
Ti ricordiamo inoltre, che se sei interessato ad uno dei nostri numerosi servizi, o hai qualche dubbio o curiosità da chiarire, puoi contattarci compilando il form online o telefonicamente, oppure venirci direttamente a trovare in sede!

Aria condizionata in auto: cosa dice il Codice della Strada

A disciplinare l’utilizzo dell’aria condizionata in auto è l’articolo 157 del Codice della Strada. Tale articolo al comma 7-bis dispone che:

È’ fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria nel veicolo stesso. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 223 a € 444))”.

Il codice della Strada è chiaro: se si è in sosta non si può tenere l’aria condizionata accesa. E se si viene colti in flagranza si rischia la multa fino 450 euro.

Perché è vietato tenere accesa l’aria in sosta

Quello che viene istintivo pensare è quale sia il motivo per cui l’aria condizionata in sosta è vietata. Infatti apparentemente non crea alcun pericolo né al conducente né agli altri attori che popolano le strade.
A tal proposito, la regola che vieta di sostare con l’aria condizionata accesa ha il chiaro scopo di evitare l’immissione nell’atmosfera di gas di scarico non necessari, essendo l’auto non in movimento.

Non solo, la regola porta indirettamente dei vantaggi anche economici al conducente. Questo limita il consumo e lo spreco di carburante, che altrimenti andrebbe consumato tenendo l’auto accesa, seppur non in marcia.

Aria condizionata accesa o finestrino?

Restando in ambito aria condizionata, uno dei dubbi che gli automobilisti si pongono è relativo al paragone con il finestrino aperto. Dal punto di vista dei consumi, è più conveniente rinfrescarsi accendendo l’aria condizionata o abbassando il finestrino?

I finestrini abbassati, a basse velocità, permettono di ottenere consumi piuttosto bassi e nettamente inferiori a quelli che si hanno con l’aria condizionata accesa.
Questa tendenza varia attorno ai 100 km/h. A questa velocità la resistenza dell’aria inizia a diventare molto intensa, l’aerodinamicità del veicolo con i finestrini abbassati è molto ridotta e, quindi, la soluzione più conveniente è l’aria condizionata al 50% della potenza. Questo permette di mantenere l’aerodinamicità e risparmiare carburante.
La situazione cambia nuovamente attorno ai 125 km/h. Quando anche l’aria condizionata al 100% permette un risparmio di carburante più significativo che non con i finestrini abbassati.

Conclusioni

Siamo giunti alla fine dell’articolo, che ha messo in risalto una norma probabilmente sconosciuta agli automobilisti, quella relativa al divieto di tenere acceso il climatizzatore durante le soste. Siamo andati ad illustrare l’articolo 157 del codice civile che si occupa della questione, per poi spiegare le motivazioni di tale divieto e illustrare alcune curiosità relative ai consumi di carburante.

Sperando di aver suscitato il tuo interesse, ti ricordiamo che puoi chiedere informazioni sui molteplici servizi offerti da l’Autoscuola.Net contattandoci telefonicamente o compilando il form online. Se invece vuoi un contatto diretto, puoi venire direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Patente D, presso l’Autoscuola.net è possibile ottenerla per fare il primo passo verso la carriera di conducente di bus: in cosa consiste e come conseguirla

Introduzione

Sono tanti gli annunci visibili su Internet in cui vengono aperte posizioni per la ricerca di conducenti di autobus. Tuttavia, per ricoprire tale professione è assolutamente necessario essere in possesso innanzitutto della patente D, conseguibile presso l’Autoscuola.net.

Non solo patente D! Presso l’Autoscuola.net è possibile conseguire, oltre la classica patente B, anche le patenti AM, A1, A2, A3 e le patenti BE, B96, C, E, K, Nautica.
Per qualsiasi informazione o chiarimento ti ricordiamo che puoi contattarci compilando il form online, telefonicamente o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

In questo articolo ti spiegheremo in cosa consiste la patente D e come potrai conseguirla direttamente presso l’Autoscuola.net.

Patente D: cos’è e come è disciplinata dal Codice della Strada

Il Codice della Strada prevede che con la patente D si possano guidare gli autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di più di otto persone oltre al conducente; a tali autoveicoli può essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg.

Occorre specificare poi l’esistenza di altre tre patenti, sempre rientranti nella categoria delle patenti con la lettera D. Ecco come le disciplina il Codice della Strada:

  • D1:  permette di conduerre autoveicoli progettati e costruiti per il trasporto di non piu’ di 16 persone, oltre al conducente, e aventi una lunghezza massima di 8 metri; agli autoveicoli di questa categoria puo’ essere agganciato un rimorchio la cui massa massima autorizzata non superi 750 kg;
  • D1E: permette di condurre complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D1 e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata e’ superiore a 750 kg;
  • DE: permette di condurre complessi di veicoli composti da una motrice rientrante nella categoria D e da un rimorchio la cui massa massima autorizzata supera 750 kg. (115).

Riassumendo, la patente D consente di guidare qualsiasi veicolo per il trasporto di persone. Se si vuole aggiungere un rimorchio la cui massa massima supera 750kg, allora occorre integrarla con la patente DE.

Per quanto riguarda invece la D1, può essere considerata come la sorella minore della patente D. Essa, infatti, permette sempre di condurre veicoli per il trasporto di persone, ma stavolta con un limite di 16 individui, e senza che il veicolo superi la lunghezza di otto metri.

Relativamente ai requisiti anagrafici, la patente D può essere ottenuta una volta che si è compiuto il ventiquattresimo anno di età, mentre per la sorella minore D1 l’età scende a 21 anni (con la condizione che si sia già in possesso della patente B per le auto).

Patente D: come ottenerla presso l’Autoscuola.net

La patente D, conseguibile presso l’Autoscuola.net, si compone di un esame di teoria e di un esame di guida, esattamente come previsto per la patente B valida per la guida delle normali autovetture.

Per quanto riguarda l’esame di teoria, consiste in un quiz da 40 domande a risposta multipla a cui rispondere in un tempo totale di 40 minuti.

Rispetto a quanto accade per la classica patente B, le domande a cui rispondere sono più complicate e più specifiche, per questo per te sarà fondamentale scegliere un’autoscuola qualificata come la nostra, che cercherà di garantirti un’alta probabilità di superare la prova.

L’Autoscuola.net mette infatti a disposizione istruttori preparati ed aule informatizzate per formarti nel miglior modo possibile.

Una volta passato il quiz, si ottiene il fatidico foglio rosa che, come per la patente B, permette a chi lo consegue di esercitarsi nella guida in vista dell’esame pratico.
Quest’ultimo consiste in una guida dal tempo non inferiore ai quarantacinque minuti, e viene effettuato su degli autobus con una lunghezza uguale o superiore ai 10 metri, con una larghezza uguale o superiore ai 2,4 metri e la capacità di oltrepassare gli 80 chilometri orari.

Anche nella preparazione all’esame di guida, l’Autoscuola.net metterà a disposizione, oltre che la professionalità qualificata degli istruttori, anche i propri i mezzi di alta qualità per le guide pratiche.

Patente CQC persone

Per poter svolgere la professione di autista, occorre poi integrare la patente D con la CQC Persone.
La Carta di Qualificazione del Conducente per il trasporto persone è obbligatoria per tutti quei conducenti che intendono effettuare il trasporto di persone con autoveicoli caratterizzati da una capienza superiore ai 9 posti, sia nel caso di servizio di noleggio con conducente, sia nel caso di servizio pubblico di linea.

Per ottenere la certificazione CQC persone è necessario essere titolari di una patente D o DE nonché frequentare obbligatoriamente un corso di 140 ore (anche questo disponibile presso l’Autoscuola.net).

Considerazioni finali

Abbiamo visto in questo articolo l’importanza della patente D per chi vuole ottenere un lavoro come conducente di autobus.

Sono state messe in evidenza le principali caratteristiche di tale patente, confrontandola con le gemelle D1, D1E, DE, e spiegando anche come, per ottenere questo tipo di patenti, si abbia la necessità di una preparazione ancora maggiore rispetto a quella prevista per la patente B, il che rende ancora più importante la scelta della giusta autoscuola.

Sperando di esserti stati d’aiuto, ti ricordiamo che per qualsiasi dubbio o informazione puoi contattarci compilando il nostro form online, tramite i nostri contatti telefonici, oppure venire direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Guidare una moto a 16 anni: tutti i dettagli della patente A1 e come conseguirla presso l’Autoscuola.net

Guidare una moto a 16 anni: tutti i dettagli della patente A1 e come conseguirla presso l’Autoscuola.net

La moto dopo la macchina è il mezzo privato più utilizzato in Italia per i lunghi spostamenti. Non tutti sanno però che è possibile, già a sedici anni, ottenere una licenza di guida che permette di guidare alcuni motocicli, nonostante non si abbia ancora compiuto la maggiore età. Si tratta della patente A1.

Hai già conseguito la patente A1 e vuoi andare oltre? Presso L’autoscuola.net puoi conseguire anche la patente A2 se hai almeno 18 anni e la patente A3 se hai almeno 24 anni (o 21 anni e sei già in possesso della patente A2). Ti ricordiamo inoltre che per qualsiasi informazione puoi contattarci compilando il form online, telefonandoci ai nostri contatti, o venendo semplicemente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Nel proseguo dell’articolo verranno chiarite le regole per il conseguimento della patente A1, indicando come è possibile ottenerla presso l’Autoscuola.net e quali motocicli si possono guidare.

Disciplina del Codice della Strada: cosa si può guidare con la patente A1 e quali sono i limiti di età

Relativamente alla patente A1, l’articolo fondamentale del Codice della Strada è l’articolo 116, che disciplina anche tutte le altre patenti.
Questo articolo dispone che la patente A1 permette di guidare le seguenti categorie di veicoli:

  • motocicli di cilindrata massima di 125 cm³, di potenza massima di 11 kW e con un rapporto potenza/peso non superiore a 0,1 kW/kg;
  • tricicli di potenza non superiore a 15 kW;

La licenza di guida A1 è conseguibile fin dall’età di 16 anni, due anni in più rispetto ai 14 anni previsti per conseguire la patente AM, che permette però di condurre soltanto i ciclomotori con cilindrata massima di 50cc.

Una volta compiuti i 18 anni è poi possibile allargare ulteriormente i limiti con l’ottenimento della patente A2.
Ai 24 anni è infine possibile conseguire la patente A, che permette di guidare qualsiasi moto senza limiti di cilindrata o potenza. Se si è già in possesso della patente di guida A2 allora è possibile abbassare l’età di conseguimento a vent’anni.

Il conseguimento presso l’Autoscuola

È possibile conseguire la patente A1 presso la nostra autoscuola, così come per la patente AM, la patente A2, e la patente A3.
A livello di esame teorico, i quiz previsti sono i medesimi di quelli relativi alle patenti A2 e A3 (ovvero la patente A senza limiti).
Per quanto riguarda invece l’esame pratico, prevede l’utilizzo di una moto con la velocità massima di 90 chilometri orari: se si sosterrà l’esame con una moto monomarcia, la patente A1 sarà valida solo per i motocicli provvisti di cambio automatico.

Di fondamentale importanza è sapere che, iscrivendoti presso la nostra autoscuola per ottenere la patente A1, potrai avere la massima scelta su cilindrata e altezza delle moto da usare per le guide, e soprattutto avrai il vantaggio di utilizzare la nostra pista privata. La pista è la stessa che viene utilizzata dagli esaminatori della Motorizzazione per la prova di guida.
Infine, oltre a fornirti la moto per effettuare le guide, per garantirti piena sicurezza durante le tue lezioni L’Autoscuola.net ti fornisce anche il casco e tutte le protezioni necessarie per un motociclista in erba.

Il foglio rosa esiste anche per la patente A1

Così come per la patente B delle auto, anche per la patente A1 è previsto il famoso foglio rosa.
A riguardo, la legge prevede per il foglio rosa relativo alla patente A1 una validità di sei mesi, e tale documento è conseguibile solo e soltanto dopo aver superato con un esito positivo l’esame di teoria.
Durante questi sei mesi sarà poi possibile sostenere la prova pratica fino a un massimo di due volte.

Come già probabilmente saprai, la guida con il foglio rosa, per qualsiasi patente e veicolo, prevede una serie di limitazioni e regole, dettate dal Codice della Strada, che dovrai rispettare. Qualora non le rispettassi dovrai pagare una sanzione amministrativa.

Considerazioni finali

Siamo arrivati alla fine dell’articolo. Con i vari argomenti trattati, abbiamo cercato di schiarirti le idee sulle regole che riguardano il conseguimento della patente A1.
Abbiamo potuto vedere come tale patente permetta di guidare un vero e proprio motociclo già dall’età di 16 anni, seppur con alcune importanti limitazioni da conoscere.
Sperando di esserti stati d’aiuto, ti ricordiamo che per ogni richiesta di chiarimento o dubbio puoi contattarci compilando il form sul nostro sito online, chiamarci al telefono, o venire direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Patente, come funziona il sistema a punti e come puoi recuperarli presso L’Autoscuola.net

Introduzione

La patente a punti è stata introdotta in Italia a partire dal primo di luglio del 2003, e da allora il modo di intendere il famoso documento rosa è cambiato radicalmente per tutti i patentati.

Non sei ancora patentato e intendi diventarlo a breve? Puoi richiedere chiarimenti e informazioni sui servizi offerti da L’Autoscuola.net compilando il nostro form online, contattandoci telefonicamente, o semplicemente venendo a trovarci nelle nostre sedi.

È bene quindi conoscere come funziona il sistema della patente a punti, e sapere quali sono le modalità per recuperare i punti nell’eventualità in cui venissero sottratti per aver commesso infrazioni.

Cosa stabilisce la legge

A disciplinare il funzionamento del sistema della patente a punti è il Codice della Strada. In particolare la tematica è affrontata dall’articolo 126-bis.
Volendo riassumere le parti più importanti di tale articolo, possiamo dire che: all’atto del rilascio della patente viene attribuito un punteggio di venti punti. Tale punteggio subisce decurtazioni, nella misura indicata da specifica tabella consultabile, tra gli altri, sul sito dell’ACI.

Qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni delle norme possono essere decurtati un massimo di quindici punti. Le disposizioni non si applicano nei casi in cui è prevista la sospensione o la revoca della patente.
Occorre precisare inoltre che i neopatentati, cioè coloro che hanno conseguito la patente da meno di tre anni, sono soggetti ad un decurtamento di punti pari al doppio di quelli normalmente previsti per una qualsiasi infrazione.

Cosa succede in caso di perdita di tutti i punti

Sempre l’articolo 126-bis del codice civile stabilisce che alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità’ tecnica. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno cinque punti, commetta altre due violazioni non contestuali, nell’arco di dodici mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di almeno cinque punti.

In caso di perdita di tutti i punti il Ministero invia al conducente una lettera con la quale lo invita a rifare, entro 30 giorni, gli esami previsti per il rilascio della propria patente. In questo periodo è ancora possibile circolare. Se però gli esami non vengono sostenuti o non vengono superati la patente è sospesa a tempo indeterminato. 
Dopo aver superato l’esame, sulla patente vengono riassegnati i 20 punti iniziali.

Evitare di perdere tutti i punti: come recuperarli

Se sono stati persi dei punti, ma il punteggio non è esaurito, per recuperare è possibile frequentare corsi speciali presso autoscuole o altri centri autorizzati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Noi di L’AutoScuola.net offriamo un servizio mirato al recupero punti patente, così da permettere a chi ha perso punti preziosi di recuperarli in tempo, prima di rischiare di arrivare a zero e di dover quindi sostenere nuovamente gli esami per l’idoneità di guida.

Il numero di punti recuperabili presso la nostra autoscuola varia al variare del tipo di patente di guida sulla quale si intende effettuare il recupero punti.
Nello specifico, i corsi per recuperare i punti della patente permettono di ottenere 6 punti per le licenze di guida delle categorie A e B, e 9 punti le patenti delle categorie C, C+E, D, D+ ed E o della patente B con il certificato di abilitazione professionale. In ogni caso, non è possibile scegliere di frequentare dei corsi per recuperare meno di 6 punti.

Per quanto riguarda invece le tempistiche, i corsi da 6 punti per le patenti A e B  hanno durata di 15 giorni per un totale di 12 ore di lezione, mentre per i corsi da 9 punti i giorni sono 30 per un totale di 18 ore di lezione.

Come sapere quanti punti si hanno

Ogni patentato può controllare in tempo reale il saldo dei punti sulla propria patente, ed il modo più semplice è quello di accedere con carta d’identità elettronica al Portale dell’Automobilista. È però possibile ottenere il proprio saldo anche recandosi presso un Ufficio motorizzazione civile.
Dopo aver opportunamente verificato i punti è inoltre possibile, in caso si rilevassero errori nella decurtazione dei punti, segnalarlo o chiedere chiarimenti direttamente agli organi di polizia stradale quali polizia, carabinieri e vigili urbani.

Conclusioni

Arrivati alla conclusione di questo articolo, abbiamo riepilogato quelle che sono le norme relative al sistema a punti della patente introdotto nel 2003. Abbiamo riportato le principali regole previste dal Codice della Strada, spiegando cosa succede in caso di azzeramento dei punti e come è possibile il recupero degli stessi presso la nostra autoscuola.

Sperando di aver contribuito a chiarire le tue idee, ti ricordiamo che per ogni informazione o delucidazione sui servizi offerti da L’Autoscuola.net, puoi compilare il form online o contattarci telefonicamente, oppure venire a trovarci presso le nostre sedi.

Guidare l’auto di un altro, come e quando si può fare? Spieghiamo cosa prevede la legge in questi casi

Cenni introduttivi

Guidare l’auto di un’altra persona in Italia è una pratica molto diffusa, a cui spesso si ricorre senza nemmeno farci caso.
Tuttavia esistono delle norme e delle regole che è bene conoscere una volta ottenuta la tanto desiderata patente di guida.

Se invece la patente non l’hai ancora conseguita e sei intenzionato ad iniziare il percorso per ottenerla, ti ricordiamo che presso la nostra Autoscuola siamo disponibili per ogni dubbio o richiesta di chiarimento sui servizi offerti. Puoi contattarci sia compilando il form online, sia telefonicamente, oppure venire a trovarci direttamente presso una delle nostre sedi per un contatto diretto.

Nel proseguo dell’articolo verrà quindi approfondita la tematica, in modo tale da non incappare in scomode e fastidiose sanzioni dovute alla violazione del Codice della Strada.

La disciplina della legge

L’articolo fondamentale su questo tema è il 94 del Codice della Strada, che disciplina le ‘Formalità per il trasferimento di proprietà degli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e per il trasferimento di residenza dell’intestatario’.

In particolare, il comma 4 bis recita che:

“Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 93, comma2, gli atti, ancorché diversi da quelli di cui al comma 1 del presente articolo, da cui derivi una variazione dell’intestatario della carta di circolazione ovvero che comportino la disponibilità del veicolo, per un periodo superiore a trenta giorni, in favore di un soggetto diverso dall’intestatario stesso, nei casi previsti dal regolamento sono dichiarati dall’avente causa, entro trenta giorni, al Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici al fine dell’annotazione sulla carta di circolazione, nonché della registrazione nell’archivio di cui agli articoli 225, comma 1, lettera b), e 226, comma 5. In caso di omissione si applica la sanzione prevista dal comma 3”.

Tradotto in sintesi, da tale articolo si evince che NON c’è alcun divieto nel guidare un’auto di terzi.
Sono salve dunque tutte quelle situazioni in cui, ad esempio, si presta l’auto ad un amico o ad un parente.

Il problema si pone però quando tale atto è continuativo nel tempo, e nelle specifico superiore ai trenta giorni consecutivi.

Possiamo quindi dire che l’obbligo scatta solo se la durata supera i trenta giorni, ed è solo uno: recarsi alla Motorizzazione in maniera tale che sul libretto venga annotato il nome del conducente, che differisce ovviamente da quello del proprietario. Questo permette anche alle autorità di conoscere le generalità dell’effettivo conducente dell’auto.

Casi particolari. E se a guidare l’auto è un familiare del proprietario?

A quanto disciplinato dal codice civile, si aggiunge un’importante eccezione.
Infatti si può sempre guidare l’auto di una persona appartenente allo stesso nucleo familiare. Se ci pensiamo, capita spesso di intestare l’auto ad un membro della famiglia, salvo poi che quest’ultima sia guidata da un alto membro appartenente alla medesima famiglia.
In questo caso la Polizia deve solo accertare che il proprietario del veicolo sia effettivamente un convivente del conducente.

La verifica viene fatta tramite il database dell’anagrafe del Comune, attraverso il quale le Autorità possono collegarsi prima di compilare la contravvenzione. Non servono documenti che certifichino il nome dell’intestatario dell’auto come convivente, ma si occuperà dei controlli la Polizia.

Cosa succede in caso di multa

Infine un’altra situazione di cui bisogna tenere conto, nell’eventualità in cui il conducente differisca dal proprietario, è quella relativa a possibili infrazioni che possono essere commesse, e dunque alle conseguenti sanzioni amministrative a cui si può andare incontro.
Occorre distinguere stavolta in due specifiche situazioni:

  1. La prima situazione si verifica quando c’è contestazione immediata da parte delle forze dell’ordine. In questo caso il conducente riceve il verbale di persona.
  2. La seconda situazione si verifica invece quando la contestazione è differita. In questo caso il verbale non viene ricevuto dal conducente in persona, ma viene notificato al proprietario. Quest’ultimo, nel caso non voglia pagare la multa per un’infrazione commessa dal conducente, deve comunicare entro 60 giorni alle autorità i dati anagrafici di chi effettivamente era alla guida dell’auto.


In questo modo ha la possibilità non solo di non pagare la sanzione, ma anche di evitare di perdere punti dalla patente di guida. A tal proposito cogliamo l’occasione per ricordarti che presso la nostra autoscuola puoi recuperare i punti persi dalla patente.


Occorre precisare che in entrambe le ipotesi il proprietario dell’auto resta corresponsabile in solido.
Di conseguenza, qualunque sia la fattispecie in cui ci si ritrovi, il proprietario può essere chiamato al pagamento della multa. Questo non accade solo nei casi in cui il proprietario riesca a dimostrare che il conducente abbia utilizzato il veicolo contro la sua volontà e di non aver potuto impedire il fatto.

Considerazioni finali

Con questo articolo abbiamo voluto chiarire meglio cosa prevede esattamente la normativa quando il conducente differisce dal proprietario della macchina, un argomento che spesso genera dubbi e confusione.
In particolare, abbiamo visto che in linea di massima non è vietato condurre un veicolo di cui non si è proprietari, se tale comportamento non si protrae per più di un certo lasso di tempo.

Sperando di esserti stati d’aiuto e di avere contribuito a schiarire eventuali dubbi, ti ricordiamo che per qualsiasi info o chiarimento sui diversi servizi offerti dalla nostra autoscuola, puoi contattarci telefonicamente o semplicemente compilando il form online, oppure venire direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Auto e sigarette: si può fumare quando si è alla guida della propria vettura? Cosa dice il Codice della Strada e cosa può succedere nel breve periodo a livello legislativo

Cenni introduttivi

Uno dei comportamenti più comuni alla guida, per chi è fumatore, è accendere la sigaretta durante il proprio tragitto in auto.
Questo gesto così comune però, è disciplinato dalla legge e sono in pochi a conoscere veramente cosa dicono le norme in merito, anche tra coloro che hanno già conseguito la patente.

Se invece non hai ancora ottenuto la patente di guida, ma hai intenzione nel breve periodo di sostenere l’esame di teoria ed il successivo esame di pratica, la nostra autoscuola è qui per te. Puoi contattarci per qualsiasi informazione o chiarimento compilando il form online o telefonicamente, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Nel continuo di questo articolo cercheremo di fare chiarezza sulla questione, basandoci sulla legge e sul Codice della Strada , e approfondendo alcune curiosità in materia.

Cosa dicono legge e Codice della Strada

Ad entrare in gioco in questo caso è la legge ordinaria. In particolare occorre fare riferimento al Decreto legislativo n. 6 del 12 gennaio 2016, il quale prevede che il divieto di fumare “è esteso al conducente di autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a bordo degli stessi in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza”. Allo stato attuale dunque, a chiunque è permesso di fumare mentre circola con la propria vettura, eccetto il caso in cui a bordo siano presenti donne in dolce attesa o minori.
Non è detto però che le cose possano rimanere così come sono. In particolare, nell’aprile 2015 è stato emanato il disegno di legge n.1902 sulla “Modifica al nuovo codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile1992, n. 285, in materia di divieto di fumare durante la guida”.

Tale disegno di legge recita che: “si intende integrare le già vigenti norme di prevenzione attraverso l’introduzione del divieto di fumare durante la guida, allineando, in tal modo, la legislazione italiana a quella di alcuni Paesi europei come l’Inghilterra e la Svezia. Accendere una sigaretta mentre si è alla guida di un’automobile provoca una diminuzione del proprio livello di attenzione, con conseguente aumento delle probabilità di provocare un incidente. Anche il fatto che l’aria dell’abitacolo diventa irrespirabile può incidere sulla reattività del guidatore senza che egli se ne avveda, aumentando il pericolo di incidenti”.

Da qui la proposta di introdurre l’articolo 173 bis nel Codice della Strada, sul divieto di fumare durante la guida, che avrebbe avuto 2 punti chiave:

  1. Vietare al conducente di fumare durante la marcia.
  2. Fare in modo che chiunque fumi in auto sia soggetto a una sanzione amministrativa che prevede il pagamento di una multa da 83 € a 332 €.

La sanzioni attuali e future

Attualmente, come detto, la legge vieta di fumare soltanto in presenza di una donna in dolce attesa o di minori. In tali casi, sempre la legge prevede che si può andare incontro a una sanzione amministrativa con annesso il pagamento di una multa da 27,50 € a 275 €.
L’importo della multa può aumentare fino a 500 euro se a bordo c’è un minorenne che ha meno di 12 anni di età o se c’è una donna incinta vicina al parto.
Se invece il disegno di legge venisse approvato e venisse inserito l’articolo 173 bis del codice della strada, come anticipato poco fa, sarebbe previsto il pagamento di una multa che va dagli 83 ai 332 euro, anche in caso non siano presenti donne in stato di attesa o minorenni.

Curiosità e consigli

Tra le altre cose, il fumo in auto rischia di mettere alla prova le condizioni interne dell’abitacolo.
Il fumo di tabacco contiene infatti sostanze chimiche, come la nicotina e il monossido di carbonio, che possono accumularsi rapidamente in un ambiente chiuso come un’auto.
Per il fumo di tabacco può lasciare tracce persistenti di odore e muffa su sedili e tappeti, rendendo l’auto difficile da pulire.
Ci sono diversi modi per togliere l’odore di fumo in auto:

  • Arieggiare l’auto: aprire porte e finestrini per far entrare aria fresca e far uscire l’odore di fumo;
  • Usare un deodorante per auto: ci sono deodoranti specifici per l’auto che possono aiutare a rimuovere gli odori;
  • Pulire l’abitacolo: pulire i sedili, i tappetini e i tessuti con un detergente ah hoc, per rimuovere la nicotina e l’accumulo di fumo;
  • Usare un ozonizzatore: gli ozonizzatori possono aiutare a rimuovere gli odori utilizzando ozono.

Conclusioni

Per ora dunque, possiamo dire che non esiste un divieto esplicito sul fumare in auto, se non per i casi circoscritti relativi a minori e donne in dolce attesa. Le cose potrebbero però cambiare anche nel breve periodo, con norme più stringenti.
Sperando di esserti stati d’aiuto, ti ricordiamo che per qualsiasi informazione relativa ai servizi della nostra autoscuola, puoi contattarci in ogni momento compilando il form online o telefonicamente, oppure venire direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

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