Guida sui divieti di sosta e fermata: quando e dove non è possibile sostare o addirittura fermarsi

Introduzione

I divieti di sosta e di fermata sono tra i più importanti nel panorama normativo italiano sulla circolazione stradale. Si tratta di due circostanze che vengono ampiamente trattate anche in Autoscuola durante la preparazione all’esame di teoria e di pratica per la patente, e chi possiede la licenza di guida lo sa bene.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, o desideri conseguirne una diversa rispetto a quella che già possiedi, l’Autoscuola.net può fare al caso tuo. Offriamo la possibilità di conseguire una vasta gamma di licenze, dalla classica patente B fino alle patenti professionali e la patente nautica.
Per qualsiasi informazione o chiarimento sui nostri servizi puoi contattarci tramite il nostro sito, chiamandoci, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Nell’articolo di oggi ripasseremo queste due casistiche, spiegando le principali differenze.

Differenza tra divieto di sosta e divieto di fermata

Sosta e fermata non sono la stessa cosa. A dare una definizione di sosta e fermata è il Codice della Strada, per il quale:

“La sosta è sospensione della marcia del veicolo protratta nel tempo, con possibilità di allontanamento da parte del conducente”

“La fermata è la temporanea sospensione della marcia anche se in area dove non sia ammessa la sosta, per consentire la salita o la discesa delle persone, ovvero per altre esigenze di brevissima durata”.

Essendo sosta e fermata due casistiche diverse, sono di conseguenza diversi i rispettivi divieti.
E infatti, divieto di sosta e divieto di fermata sono contraddistinti anche da due diversi cartelli stradali che li segnalano.

I segnali di divieto di sosta e di fermata sono entrambi segnali verticali di prescrizione, e sono tra i più conosciuti e diffusi.

Il cartello di divieto di sosta è di forma circolare, composto da una cornice rossa, dallo sfondo blu e da una sola banda diagonale rossa che lo attraversa. Deve essere usato per indicare i luoghi dove è stato disposto il divieto di sosta dei veicoli, ad eccezione dei luoghi dove per regola generale vige il divieto. Lungo le strade extraurbane, in assenza di iscrizioni integrative, indica che il divieto di sosta è permanente, ed ha valore anche nelle ore notturne. Lungo le strade urbane invece, in assenza di iscrizioni integrative, indica che il divieto di sosta vige dalle ore 8 alle ore 20.  le operazioni di pulizia della sede stradale.

Il segnale di divieto di fermata, si distingue da quello di divieto di sosta per la presenza di ben due bande rosse diagonali (anziché una, come per il divieto di sosta), che si incrociano al centro formando una “X”. Deve essere usato per indicare i luoghi dove in assenza di iscrizioni integrative sono vietate in permanenza la sosta e la fermata e, comunque, qualsiasi momentaneo arresto volontario del veicolo.

Sosta e fermata: quando sono vietate dal Codice della Strada

A chiarire tutte le situazioni in cui sono vietate la sosta e la fermata è il Codice della Strada, e nello specifico l’articolo 158.
Secondo l’articolo 158 la fermata è vietata, tra gli altri casi:

  • In corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tramviarie;
  • Nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici;
  • Sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;
  • In prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e semaforici in modo da occultarne la vista, nonché’ in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
  • Nei centri abitati, sulla corrispondenza delle aree di intersezione e in prossimità delle stesse a meno di 5 metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale;
  • Sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione

La sosta di un veicolo è invece vietata, ad esempio:

  • Allo sbocco dei passi carrabili;
  • Dovunque venga impedito di accedere ad un altro veicolo regolarmente in sosta, oppure lo spostamento di veicoli in sosta;
  • In seconda fila, salvo che si tratti di veicoli a due ruote;
  • Negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus;
  • Limitatamente alle ore di esercizio, in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale.

Conclusioni

Come visto, ci sono importanti differenze tra divieto di sosta e fermata, ed è ovviamente importante conoscerle per evitare sanzioni o rischi.
Sperando di essere stati d’aiuto, ti ricordiamo che per qualsiasi info o chiarimento sui nostri servizi puoi contattarci tramite il nostro sito, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Volante e posizione delle mani: i consigli per manovrare l’auto nel migliore dei modi

Introduzione

Nella guida di un veicolo, il volante rappresenta sicuramente l’elemento principale da tenere sotto controllo, insieme ai pedali (acceleratore, freno e frizione) ed alla manopola del cambio.
Per questo, il corretto uso del volante e la corretta posizione delle mani sono un tema che viene insegnato in autoscuola fin dalle prime lezioni pratiche di guida.

Se invece devi ancora conseguire la patente, ti ricordiamo che la nostra autoscuola offre la possibilità di conseguire una vasta gamma di licenze: dalla classica patente B per le auto, fino alle patenti professionali e la patente nautica. Per qualsiasi informazione o chiarimento sui nostri servizi, puoi contattarci tramite il nostro sito, chiamandoci, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel seguente articolo proveremo a riassumere quali sono i comportamenti migliori da adottare per utilizzare correttamente il volante a bordo di un’auto.

Atti preparatori

Ancor prima di impugnare correttamente il volante, occorre prepararsi al meglio per mettersi nella posizione più idonea nei confronti del volante stesso.
Bisogna, innanzitutto, regolare il sedile della macchina in modo tale che si trovi alla giusta distanza dai comandi, con lo schienale inclinato in posizione verticale. Sempre a riguardo della regolazione del sedile, occorre fare in modo che i piedi possano muoversi liberamente e che si possa spingere a fondo il pedale della frizione senza stendere completamente la gamba sinistra. Per quanto riguarda, infine, la regolazione in altezza del sedile, questa dovrà essere tarata in base alla miglior visuale della strada in grado di fornire al conducente.

Una volta regolato il sedile, si può passare alla regolazione del volante, sia in altezza che in profondità: la sua collocazione deve consentire di toccare con i polsi la parte più alta dello sterzo senza sollevare le spalle dal sedile.  Inoltre, la distanza minima tra lo sterno e il centro del volante stesso dovrà essere almeno di 20-25 cm, al fine di evitare uno scorretto azionamento degli airbag in caso di necessità.

Le mani sul volante

La posizione corretta delle mani sul volante è quella delle lancette dell’orologio alle ore 9.15. Questa posizione è l’ideale perché è simmetrica ed equilibrata. Tale posizione permette all’ airbag di svolgere il proprio compito in modo ottimale e inoltre, avendo le mani distanziate, si ha più movimento senza staccare le mani dal volante e senza incrociare le braccia.

Detto questo, non bisognerebbe mai guidare con una sola mano (e con l’altra mano, ad esempio, fuori dal finestrino) o, ancor peggio, con soltanto alcune dita: si tratta purtroppo di un comportamento molto diffuso che tende ad acutizzarsi man mano che passa il tempo dal conseguimento della patente.

In caso di manovra

Come visto, la posizione corretta delle mani è quella alle 9 e 15, che va tenuta quando non si eseguono manovre. In caso di svolte o manovre occorre invece ovviamente muovere le mani dal volante. In questi casi non bisogna incrociare le braccia: dalla posizione 9 e 15 si gira il volante con entrambe le mani in presa e, prima che le braccia si incrocino, la mano che si trova nella parte inferiore del volante si stacca passando sopra e si posiziona alle ore 12, riportando le mani in posizione di partenza (9 e 15 ).

Conclusioni

Come riportato, esistono diversi consigli da seguire al fine di manovrare correttamente il volante quando si è alla guida, garantendo maggiore sicurezza a se stessi ed agli altri protagonisti della strada.
Sperando di aver contribuito ti ricordiamo che per qualsiasi informazione o curiosità sui servizi offerti dalla nostra autoscuola, puoi contattarci tramite il nostro sito, chiamandoci, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Frecce direzionali e quattro frecce: come e quando usare in maniera corretta gli indicatori di direzione

Introduzione

Gli indicatori di direzione, conosciuti come “frecce” nel linguaggio comune, rappresentano uno degli strumenti imprescindibili nelle auto e, in generale, in quasi tutti i veicoli che circolano nelle nostre strade. Il loro corretto utilizzo viene, ovviamente, spiegato presso la nostra autoscuola, sia nella preparazione dell’esame di teoria, sia nella preparazione dell’esame di guida.

Se invece non sei ancora venuto e trovarci, ma hai intenzione di conseguire la patente di guida, la nostra autoscuola presenta un ampio bacino di servizi e patenti: passiamo dalla classica patente B fino alle patenti professionali e la patente nautica. Per qualsiasi informazione o chiarimento, puoi contattarci tramite il nostro sito, telefonicamente, oppure venendo a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel proseguo dell’articolo faremo un ripasso su questo importante argomento, riepilogando come e quando utilizzare i dispositivi di direzione.

Cosa dice il Codice della Strada

Gli indicatori di direzione sono quattro: due (uno sulla parte anteriore del veicolo ed uno sulla parte posteriore del veicolo) segnalano verso sinistra; altri due (sempre sulla parte anteriore del veicolo e sulla parte posteriore del veicolo) segnalano verso destra.

L’articolo del Codice della Strada che disciplina l’utilizzo di tali indicatori è il 154, il quale recita:

“I conducenti che intendono eseguire una manovra per immettersi nel flusso della circolazione, per cambiare direzione o corsia, per invertire il senso di marcia, per fare retromarcia, per voltare a destra o a sinistra, per impegnare un’altra strada, o per immettersi in un luogo non soggetto a pubblico passaggio, ovvero per fermarsi, devono:

  • assicurarsi di poter effettuare la manovra senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi;
  • segnalare con sufficiente anticipo la loro intenzione.

Le segnalazioni delle manovre devono essere effettuate servendosi degli appositi indicatori luminosi di direzione. Tali segnalazioni devono continuare per tutta la durata della manovra e devono cessare allorche’ essa e’ stata completata. Con gli stessi dispositivi deve essere segnalata anche l’intenzione di rallentare per fermarsi. Quando i detti dispositivi manchino, il conducente deve effettuare le segnalazioni a mano, alzando verticalmente il braccio qualora intenda fermarsi e sporgendo, lateralmente, il braccio destro o quello sinistro, qualora intenda voltare”.

A quanto appena riportato occorre aggiungere che, al contrario, sempre il Codice della Strada vieta espressamente l’utilizzo improprio degli indicatori di direzione: predispone dunque sanzioni quando questi sono utilizzati per scopi che vanno al di fuori dei casi specifici elencati dal Codice.

Il caso “speciale” delle quattro frecce

Gli indicatori di direzione, inoltre, possono essere azionati anche simultaneamente, al fine di segnalare agli altri utenti della strada una situazione di emergenza. Si tratta del caso delle “quattro frecce”.
Anche queste devono però essere utilizzate solo quando opportuno: ad esempio ogni qualvolta il nostro veicolo subisca un’avaria che obblighi a fermarci in una zona della carreggiata sprovvista delle piazzole di sosta, oppure che ci costringa a procedere a una velocità talmente bassa da risultare un intralcio alla circolazione.

Le quattro frecce vanno mantenute in funzione anche quando scendiamo dalla vettura per posizionare il triangolo di emergenza, oppure quando è necessario segnalare un rallentamento della circolazione a causa del traffico o per dei lavori sulla sede stradale. Lo scopo, ovviamente, è quello di evitare incidenti con gli altri utenti della strada e di mantenere la sicurezza sulla carreggiata.

Sanzioni

Come visto, l’utilizzo degli indicatori di direzione è espressamente disciplinato dal Codice della Strada. Per tale motivo sono previste delle sanzioni:
-sia in caso di mancato utilizzo nelle circostanze opportune;
-sia, viceversa, in caso di utilizzo in tutte quelle circostanze considerate inopportune.

In tal senso sono previste delle multe pecuniarie e, in alcuni casi, anche la decurtazione di punti della patente.

Conclusioni

Con quest’articolo abbiamo cercato di fare un breve ripasso sull’utilizzo degli indicatori di direzione, importantissimi ai fini della sicurezza stradale.
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Pneumatici: perché controllare la pressione per risparmiare e come farlo da soli

Introduzione

Spesso trascurati, gli pneumatici rappresentano invece uno degli elementi fondamentali per viaggiare in sicurezza, e la loro manutenzione permette di risparmiare soldi a chi possiede auto e patente.

Se non hai ancora conseguito la patente, contattaci o vieni a trovarci in Autoscuola. La nostra offerta varia dalla classica patente B fino alle patenti professionali e la patente nautica. Saremo a disposizione in sede o a distanza per qualsiasi informazione o chiarimento.

Per questo, nel proseguo dell’articolo, vedremo perché occorre tenere sempre sotto controllo la pressione e lo stato di salute delle gomme, e capiremo come è possibile farlo in totale autonomia, anche comodamente da casa.

Perché controllare la pressione

Come anticipato, controllare lo stato di salute e la pressione degli pneumatici può essere fondamentale per diversi aspetti.

Il primo e più importante motivo riguarda la sicurezza alla guida, da cui dipende di conseguenza la salute degli attori della strada: se la pressione delle gomme non è nei livelli standard, questo può causare:

  • minore tenuta della strada;
  • incrementare lo spazio di frenata;
  • incrementare il rischio di acquaplaning in caso di asfalto bagnato;
  • portare allo scoppio della gomma.
Fenomeno dell’acquaplaning accentuato dalle gomme

Tutti questi fattori aumentano inevitabilmente il rischio di incidenti.

Il secondo motivo riguarda il rispetto dell’ambiente: pneumatici che presentano livelli di pressione non adeguata aumentano la produzione di anidride carbonica, a svantaggio della qualità dell’aria e della salute del nostro ambiente.

Il terzo motivo riguarda l’aspetto economico: un’adeguata pressione delle gomme fa in modo che le stesse durino maggiormente nel tempo e, inoltre, riduce i consumi di benzina. Controllare lo stato degli pneumatici può dunque apportare vantaggi anche per il nostro portafogli.

Come controllare la pressione

Solitamente per controllare la pressione degli pneumatici, ci si può recare da un gommista o nei classici distributori di carburante dotati di apposita strumentazione.

In realtà, però, controllare la pressione delle gomme può essere ancora più facile ed immediato. Si tratta infatti di un’operazione che può essere svolta comodamente a casa, purché si abbia a disposizione lo strumento del manometro.
Il manometro si può acquistare comodamente in negozi specializzati di auto o su internet.

Per utilizzarlo, basta svitare la valvola della gomma dell’auto ed inserire l’ago del manometro. Una volta compiuta questa operazione occorre leggere il valore restituito dall’apposito contatore e confrontarlo con quello presente sul manuale del proprio veicolo (che indica appunto il valore ideale).

Naturalmente, se la pressione non dovesse risultare corretta bisogna intervenire e regolarla, al fine di evitare tutte le svantaggiose conseguenze elencate in precedenza. Anche in questo caso è possibile intervenire a casa, ad esempio con i compressori portatili, ma è sempre consigliabile recarsi in un distributore di benzina dotato di compressore professionale o, ancora meglio, da un gommista specializzato.

Conclusioni

Come visto, tenere cura della pressione degli pneumatici è molto semplice ma allo stesso tempo molto importante per svariati motivi: in primis quello riguardante la sicurezza su strada, senza però dimenticare anche l’aspetto economico e l’impatto ambientale.
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Auto e bambini: quando possono sedersi davanti ed altre informazioni utili

Introduzione

Tra i dubbi di qualsiasi genitore, mamma o papà che sia, c’è sempre quello di come garantire ai propri bimbi la maggiore sicurezza ed il maggior confort possibile durante gli spostamenti.
Se sei un genitore ed hai già conseguito la patente, probabilmente ti sarà dunque capitato di chiederti quale è il miglior modo per viaggiare con i tuoi figli.

Non hai la patente? Presso la nostra autoscuola forniamo un’offerta a 360 gradi, che spazia dalla classica patente B fino alle patenti per poter esercitare professioni che prevedono il trasporto merci o il trasporto persone.
Per qualsiasi informazione o chiarimento sui nostri servizi, ti invitiamo a contattarci online, telefonicamente, oppure venendo a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel proseguo dell’articolo, illustreremo le principali regole che riguardano il trasporto dei bambini in auto.

Cosa dice il Codice della Strada

Ad occuparsi del tema bambini è l’articolo 172 del Codice della Strada, il quale dispone letteralmente che: “I bambini di eta’ superiore ai tre anni possono occupare un sedile anteriore solo se la loro statura supera 1,50 metri”.
Da questo breve passo del Codice della Strada, si deduce che sono due le condizioni per cui un bambino può tranquillamente occupare il sedile anteriore destro senza alcuna limitazione:

  • età maggiore di tre anni;
  • altezza maggiore di 1,50 metri.

Per tutti gli altri casi, il Codice della Strada dispone che: i bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie”.

In nessuna parte il Codice della strada impone al genitore di posizionare il seggiolino in un verso o in un altro, nemmeno se il seggiolino è sul sedile davanti. 

Tuttavia, in caso di seggiolino sul sedile anteriore montato con orientamento posteriore (quindi con il bambino che guarda verso dietro, non verso davanti), l’articolo 172 impone di disattivare l’airbag frontale. 

Altre regole

Oltre alle regole principali sopracitate, esistono anche altri obblighi a cui occorre attenersi nel caso in cui si viaggi con dei bambini a bordo.

Tra queste, Indipendentemente dal sedile in cui viene posizionato il minore, se questo ha un età inferiore ai quattro anni allora è d’obbligo il montaggio di un sistema antiabbandono: si tratta di un dispositivo che talvolta può anche salvare la vita dei malcapitati bimbi rimasti chiusi in auto, soprattutto nei mesi più caldi.

Inoltre, all’articolo 172 del Codice della Strada, si vanno ad integrare le normative europee Unece R129 e Unece R44/, le quali specificano quelle che devono essere, a norma di legge, le caratteristiche dei seggiolini utilizzati per i bambini.

Conclusioni

Con quest’articolo, abbiamo cercato di riassumere le regole per il trasporto dei bambini, in particolare quando ed in quali condizioni è possibile che il bambino possa sedere davanti senza limitazioni.
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Specchietti retrovisori: come vanno regolati correttamente in auto

Introduzione

Gli specchietti dell’auto, sia i due laterali che quello retrovisore, rappresentano elementi indispensabili per guidare in tutta sicurezza, permettendo al conducente di vedere e percepire cosa accade intorno al proprio veicolo durante la marcia. Si tratta dunque di strumenti che un patentato deve saper sfruttare al meglio, ed il cui utilizzo corretto viene insegnato fin dalle prime lezioni in autoscuola.

Se invece non sei ancora patentato e non hai mai seguito la tua prima lezione di guida, allora l’Autoscuola.net può fare al caso tuo. La nostra autoscuola dispone di un’ampia offerta, svariando dalla classica patente B fino alla patente nautica ed i corsi di formazione.
Per qualsiasi info o chiarimento sui nostri servizi puoi contattarci tramite il nostro sito, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel proseguo dell’articolo faremo un piccolo ripasso sull’uso corretto sia dello specchietto retrovisore centrale sia degli specchietti laterali.

Specchietto retrovisore

Lo specchietto retrovisore centrale è quello posizionato all’interno dell’auto tra il sedile del conducente ed il sedile del passeggero.
Trovandosi all’interno dell’abitacolo, praticamente in qualsiasi modello di veicolo va regolato in maniera manuale dal conducente.

In che modo?  Deve essere sistemato in modo tale da permettere di vedere integralmente il lunotto posteriore per far si che si possa avere una visione quanto più completa di tutti i veicoli posizionati dietro la propria auto.
La regolazione del retrovisore andrebbe effettuata ogni volta che si utilizza l’auto e solo dopo che è stata regolata la posizione del sedile di guida, Va effettuata di norma a veicolo fermo.
In caso di presenza di bambini o animali, lo specchietto retrovisore consente al conducente anche di monitorare chi si trova seduto nei sedili posteriori.
Gli specchietti retrovisori devono essere di tipo omologato, montati correttamente e mantenuti sempre efficienti e in buone condizioni (non incrinati o sporchi).

Specchietti laterali

Gli specchietti laterali sono invece quelli posizionati all’esterno del veicolo, precisamente sui due lati sinistro e destro del veicolo stesso.
Essendo posizionati esternamente solitamente nei veicoli più moderni sono regolabili tramite pulsantiera elettrica oppure, nei veicoli più datati, tramite manopole collocate all’interno dell’abitacolo.

In che modo vanno posizionati gli specchietti laterali? La regolazione dello specchietto laterale di sinistra deve essere fatta cercando di inserire nella visuale il parafango sinistro o comunque la coda dell’auto. Lo stesso vale per lo specchietto di destra, che è possibile puntare leggermente verso il basso per agevolare i parcheggi su questo lato.

Quando utilizzare gli specchietti

Abbiamo detto che tutti e tre gli specchietti sono fondamentali per aiutare il conducente a guidare il proprio veicolo ed a compiere le diverse manovre di guida. Di seguito alcune delle situazioni in cui è fortemente consigliato il loro utilizzo:

  • durante una manovra di inserimento nella circolazione (quando da fermi si sta per partire);
  • prima di cambiare corsia o di svoltare;
  • prima di iniziare e durante una manovra di parcheggio in retromarcia (anche se il veicolo è dotato di sensori di parcheggio);
  • prima di iniziare una manovra di sorpasso e prima di rientrare a destra per completarla.

Conclusioni

Come visto, gli specchietti sono strumenti importantissimi, e ancora più importante è sapere come utilizzarli al meglio per guidare in sicurezza.
Sperando di esserti stati d’aiuto, ti ricordiamo che per qualsiasi informazione puoi contattarci tramite il nostro sito, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Circolazione nelle rotatorie: la guida per non sbagliare più

Introduzione

Le rotonde rappresentano uno dei nemici più grandi per chi conduce un veicolo, soprattutto per coloro che sono poco esperti o hanno conseguito la patente da poco tempo.

Non hai invece conseguito ancora la patente? Informati presso la nostra autoscuola: la nostra ampia offerta copre qualsiasi tipo di patente, dalla classica patente B fino alla patente nautica per le barche.
Per qualsiasi informazione o chiarimento ti consigliamo di contattarci tramite il nostro sito, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel proseguo dell’articolo illustreremo una mini guida su come affrontare al meglio le rotonde, in modo tale da mettere in chiaro le regole di circolazione che le caratterizzano.

Come arrivare ad una rotatoria

Come per gli incroci, anche nelle rotatorie ci si appresta a confluire in un tratto di strada in cui possono sopraggiungere veicoli dagli altri lati della carreggiata (nel caso delle rotatorie solo dal lato sinistro, visto che possono essere percorse solo in senso antiorario). Proprio per questo motivo, è bene ridurre in ogni caso la velocità quando si è in procinto di immettersi in una rotatoria.

La precedenza

Grande confusione, nell’immaginario comunque, suscita la questione della precedenza nelle rotatorie.
Chi si immette in una rotatoria deve dare precedenza a chi già sta circolando all’interno della rotonda, e dunque ai veicoli che provengono da sinistra. Per contro, si può dire che una volta che ci si è immessi nella rotonda e si sta circolando al suo interno, si ha la precedenza rispetto a tutti gli altri veicoli in attesa di entrare.

Solo in caso di presenza di espliciti segnali o cartelli stradali la regola appena descritta può essere messa in discussione.

Come uscire dalla rotonda

Fatta chiarezza sulla precedenza per immettersi in rotatoria, un altro punto da chiarire è come uscire dalla rotonda una volta che si sta circolando al suo interno.
Di norma, se si vuole uscire dalla rotatoria, bisogna posizionarsi sulla corsia più esterna e segnalare la propria intenzione con la freccia destra. Se invece si vuole proseguire dritti o svoltare a sinistra, bisogna rimanere sulla corsia interna fino a raggiungere l’uscita desiderata e poi spostarsi sempre sulla corsia esterna con la freccia destra. È importante prestare attenzione agli altri veicoli che circolano nella rotatoria e controllare gli specchietti retrovisori prima di cambiare corsia o uscire dalla rotatoria. 

Curiosità e conclusioni

Per chiudere, alcune curiosità sulle rotatorie:

  • La Francia è il Paese con più rotonde al mondo, una ogni 21 km;
  •  La rotonda più grande del mondo si trova in Malesia, a Kuala Lumpur e si chiama rotonda di Putrajaya;
  •  In Italia, le rotatorie sono molto diffuse e si stima che ne esistano circa 18 mila. Questo dato pone l’Italia al secondo posto in Europa.

Come abbiamo visto dunque, non occorre spaventarsi davanti alle rotatorie, ma soltanto conoscere le regole e piani piano abituarsi alla circolazione al loro interno.
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Punti azzerati, cosa comporta e come fare la revisione della patente nella nostra Autoscuola

Introduzione

Il sistema a punti vigente può fare in modo che, chi è in possesso di una patente di guida, possa perdere tutti i punti: una situazione che impedisce di continuare a guidare e che impone alcuni passaggi obbligatori.

Non sei ancora patentato e vuoi iniziare il tuo percorso verso una licenza di guida che ti permetta di guidare un mezzo? La nostra autoscuola presenta una vasta offerta, che parte dalla classica patente B per le auto fino alla patente nautica.
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Per questo, nel proseguo dell’articolo parleremo di come rimediare alla perdita di tutti i punti della patente, e ti spiegheremo come sarà possibile farlo presso la nostra autoscuola.

Perdita di tutti i punti: Codice della Strada

La perdita di tutti i punti rappresenta l’incubo di qualsiasi automobilista. A disciplinare le conseguenze di tale fattispecie è ovviamente il Codice della Strada, e nello specifico l’articolo 126-bis, il quale dispone che:

“All’atto del rilascio della patente viene attribuito un punteggio di venti punti. Tale punteggio, annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, subisce decurtazioni a seguito della comunicazione all’anagrafe di cui sopra della violazione di una delle norme per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente”.

 “Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità tecnica per la revisione della patente. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato con atto definitivo”.

Riassumendo in breve: l’azzeramento dei punti fa scattare obbligatoriamente la revisione. Chi rientra in questa fattispecie dovrà, entro i 30 giorni, presentare istanza per l’esame: qualora non lo facesse, scatta la sospensione della patente.

Revisione della patente

Come anticipato, l’azzeramento dei punti obbliga alla revisione della patente ed alla presentazione, entro trenta giorni, dell’istanza d’esame.
L’istanza ha la validità di un anno durante il quale si dovrà sostenere un esame suddiviso in due prove: una teorica e una pratica, esattamente come quando si è conseguita la patente per la prima volta.
C’è però un ostacolo in più: è possibile sostenere l’esame solamente una volta. In caso di bocciatura in una delle due prove, infatti, si procederà con la revoca della patente. Per effettuare la revisione della patente puoi recarti presso la nostra Autoscuola: contattaci se necessiti di maggiori informazioni.

Recupero punti

Per evitare gli inutili rischi descritti precedentemente, l’ideale sarebbe non arrivare mai a portare a zero i punti della propria patente. Per questo la nostra autoscuola ti offre il servizio di recupero punti, tramite la partecipazione a determinati corsi. Contattaci se vuoi approfondire questo tipo di servizio.

Conclusioni

Abbiamo visto, nel corso dell’articolo, quale impatto può dare l’azzeramento di tutti i punti della patente, che può portare prima all’obbligo di revisione e poi ad un’eventuale revoca. Per questo, sarebbe sempre meglio cercare di non arrivare mai ad azzerare il saldo dei propri punti, puntando ad esempio sul servizio di recupero punti.
 Sperando di essere stati esaustivi, ti ricordiamo che per qualsiasi info o chiarimento sui nostri servizi puoi contattarci dal sito, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Patente illeggibile o rovinata: le possibili conseguenze e come sostituirla

Introduzione

La patente rappresenta il documento principale per poter guidare un determinato veicolo. Nello specifico la patente B permette di guidare i normali autoveicoli, ma può capitare che, nel corso del tempo, possa rovinarsi o diventare illeggibile.
In questi casi, la maggior parte dei patentati non è a conoscenza di eventuali possibili rischi o sanzioni che possono essere applicati.

E se invece non possiedi ancora la patente ma sei intenzionato a conseguirla? La nostra Autoscuola fa al caso tuo, con un’ampia offerta che comprende non solo la patente B: tra le opzioni rientrano, ad esempio, le patenti C e D, che permettono la guida di veicoli per il trasporto di merci e persone, utili anche in ambito professionale.
Per qualsiasi info o chiarimento sui nostri servizi puoi contattarci compilando il nostro form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso le nostre sedi.

Per tale ragione, nel proseguo dell’articolo cercheremo di fare chiarezza su quest’aspetto, fornendo alcuni consigli sulla tematica patente rovinata.

Cosa dicono la legge ed il Codice della Strada

Il Codice della Strada, che solitamente disciplina tutti gli aspetti normativi relativi al mondo dei trasporti e delle patenti, non contiene alcun riferimento relativo alla guida con patente deteriorata o rovinata.
Per questo, possiamo dire che non esistono attualmente norme che impediscono al possessore di circolare con una patente danneggiata/illeggibile/deteriorata, e di conseguenza nemmeno eventuali sanzioni amministrative o penali applicabili.

Allo stesso tempo però, la circolare n. 98/1999 del Ministero dell’Interno riconosce la legittimazione degli organi di polizia a ritirare le patenti illeggibili perché deteriorate. In particolare, il Viminale afferma che: “l’organo che esercita la vigilanza sul possesso di un titolo abilitativo soggetto all’obbligo di esibirlo al pubblico ufficiale, può procedere al ritiro del relativo documento anche fuori di una specifica previsione normativa, ove lo stesso, per effetto di deterioramento, non sia più in condizioni di assolvere alla funzione di certificazione della titolarità dell’autorizzazione”. Attenzione però: quello concesso agli agenti è un ‘potere’ e non un ‘dovere’ (“…l’organo che esercita la vigilanza sul possesso di un titolo abilitativo PUÒ procedere al ritiro del relativo documento…”).

Anche questa circostanza, come anticipato, non prevede sanzioni. L’unica conseguenza è che la patente ritirata viene consegnata alla Motorizzazione Civile, che provvederà ad avviare l’iter per il rilascio del nuovo duplicato ed avviserà il diretto interessato a presentare tutta la documentazione necessaria.

Come sostituire la propria patente deteriorata

Si può ovviamente richiedere un duplicato della patente deteriorata prima che questa venga “scoperta” dalle autorità.
In Italia, se la tua patente è deteriorata o illeggibile, è necessario richiedere un duplicato presso l’ufficio della Motorizzazione Civile.  Occorre presentare i seguenti documenti:

  • domanda su modello TT 2112 disponibile allo sportello dell’ufficio della motorizzazione o online sul Portale dell’automobilista;
  • ricevuta di pagamento di un bollettino PagoPA per la tariffa N003-Diritti € 10,20 | Bolli € 32,00;
  • fotocopia completa della patente e originale in visione;
  • se la patente NON è scaduta di validità o NON scadrà entro 6 mesi dalla data di presentazione della domanda: 2 fotografie uguali, formato tessera, di cui una autenticata.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo voluto chiarire i casi in cui ci si dovesse ritrovare con una patente deteriorata o illeggibile, appurando come in realtà non ci sia il rischio di incorrere in sanzioni, ma solo nel ritiro del documento per procedere con la duplicazione.
Sperando di essere stati di tuo interessa, ti ricordiamo che per qualsiasi informazione sui nostri servizi puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Batteria dell’auto scarica: perché succede e come rimettere in moto

Introduzione

A quasi ogni patentato è capitato, almeno una volta nella vita, di ritrovarsi con la batteria dell’auto scarica. Un evento spiacevole ma a cui è possibile rimediare in diversi modi ed evitare di rimanere letteralmente in strada.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, presso la nostra autoscuola è possibile conseguire svariate tipologie di patente (dalla classica patente B fino alle patenti per bus e camion o la patente nautica) ed usufruire di ulteriori servizi, come ad esempio le guide di perfezionamento.
Per qualsiasi necessità di info o chiarimenti ti invitiamo a contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nell’articolo approfondiremo questa casistica fornendo anche una mini guida su come provare a rimettersi in moto.

Batteria scarica: le cause principali

Ci sono diversi fattori che possono portare la batteria dell’auto a scaricarsi ed a far sì che il motore non si riaccenda, impedendo dunque di poter utilizzare il veicolo. Queste le cause principali:

  • mancato utilizzo dell’auto: se non si utilizza l’auto per un periodo di tempo prolungato (a volte può bastare anche meno di una settimana), nel momento in cui si cercherà di far ripartire il veicolo, molto probabilmente la batteria risulterà scarica;
  • radio accesa a motore spento: l’utilizzo di determinati accessori dell’auto a motore spento, come la radio, può comportare il progressivo esaurimento della carica della batteria;
  • fari o altre luci accese a motore spento: così come per la radio, anche in questo caso dimenticarsi fari o luci accese con il motore spento può portare al progressivo esaurimento della batteria.

Rimedi per rimettersi in moto

Una volta appurato che la batteria è scarica e che non è possibile rimettere in moto, esistono per fortuna diversi modi per rimediare. Sono due le soluzioni: collegare la propria vettura ad un’altra (utilizzando i cavi in modo da trasferire la potenza necessaria al fine di avviare il motore) oppure procedere con la classica accensione a spinta.

La prima soluzione è quella preferibile, ed è di conseguenza la prima da provare ad adottare. In questo caso è sufficiente aprire il cofano motore dell’auto con batteria scarica e quello di un’altra auto e collegare, rigorosamente a motore spento, i cavi nella corretta posizione: prima si collega il cavo rosso al polo positivo (simbolo +) dell’auto in soccorso e successivamente l’altro cavo al polo positivo dell’auto in panne.

Dopo si passa a collegare il cavo nero dal polo negativo (simbolo -) dell’auto in soccorso a quello dell’auto in panne, per poi mettere in moto la propria auto per rigenerare la batteria. Completata l’operazione occorre scollegare i cavetti ma senza spegnere il motore.
Un consiglio in più: meglio cercare di effettuare l’operazione con un’auto che sia il più possibile simile a quella in panne in termini di specifiche tecniche dell’impianto elettrico.

Se non si hanno a disposizione i cavi o non si trova un’altra auto a cui collegarli, allora resta l’opzione di far ripartire l’auto a spinta manuale. In questo caso si dovrà trovare un volontario che si metta a spingere il veicolo fermo, mentre chi si troverà alla guida dovrà iniziare l’operazione in folle per poi, una volta raggiunta una velocità adeguata, inserire la seconda e lasciare di colpo la frizione così da consentire al motore di mettersi in moto.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo voluto trattare uno degli inconvenienti che più spesso capita ai conducenti di autoveicoli, elencando possibili cause ma anche possibili rimedi da adottare per risolvere la situazione.
Sperando di essere stati d’aiuto, ti ricordiamo che per qualsiasi info o chiarimento sui servizi offerti dalla nostra autoscuola puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

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