Punti azzerati, cosa comporta e come fare la revisione della patente nella nostra Autoscuola

Introduzione

Il sistema a punti vigente può fare in modo che, chi è in possesso di una patente di guida, possa perdere tutti i punti: una situazione che impedisce di continuare a guidare e che impone alcuni passaggi obbligatori.

Non sei ancora patentato e vuoi iniziare il tuo percorso verso una licenza di guida che ti permetta di guidare un mezzo? La nostra autoscuola presenta una vasta offerta, che parte dalla classica patente B per le auto fino alla patente nautica.
Per qualsiasi informazione o chiarimento sui nostri servizi ti invitiamo a contattarci compilando il nostro form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel proseguo dell’articolo parleremo di come rimediare alla perdita di tutti i punti della patente, e ti spiegheremo come sarà possibile farlo presso la nostra autoscuola.

Perdita di tutti i punti: Codice della Strada

La perdita di tutti i punti rappresenta l’incubo di qualsiasi automobilista. A disciplinare le conseguenze di tale fattispecie è ovviamente il Codice della Strada, e nello specifico l’articolo 126-bis, il quale dispone che:

“All’atto del rilascio della patente viene attribuito un punteggio di venti punti. Tale punteggio, annotato nell’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, subisce decurtazioni a seguito della comunicazione all’anagrafe di cui sopra della violazione di una delle norme per le quali è prevista la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente”.

 “Alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità tecnica per la revisione della patente. Qualora il titolare della patente non si sottoponga ai predetti accertamenti entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revisione, la patente di guida è sospesa a tempo indeterminato con atto definitivo”.

Riassumendo in breve: l’azzeramento dei punti fa scattare obbligatoriamente la revisione. Chi rientra in questa fattispecie dovrà, entro i 30 giorni, presentare istanza per l’esame: qualora non lo facesse, scatta la sospensione della patente.

Revisione della patente

Come anticipato, l’azzeramento dei punti obbliga alla revisione della patente ed alla presentazione, entro trenta giorni, dell’istanza d’esame.
L’istanza ha la validità di un anno durante il quale si dovrà sostenere un esame suddiviso in due prove: una teorica e una pratica, esattamente come quando si è conseguita la patente per la prima volta.
C’è però un ostacolo in più: è possibile sostenere l’esame solamente una volta. In caso di bocciatura in una delle due prove, infatti, si procederà con la revoca della patente. Per effettuare la revisione della patente puoi recarti presso la nostra Autoscuola: contattaci se necessiti di maggiori informazioni.

Recupero punti

Per evitare gli inutili rischi descritti precedentemente, l’ideale sarebbe non arrivare mai a portare a zero i punti della propria patente. Per questo la nostra autoscuola ti offre il servizio di recupero punti, tramite la partecipazione a determinati corsi. Contattaci se vuoi approfondire questo tipo di servizio.

Conclusioni

Abbiamo visto, nel corso dell’articolo, quale impatto può dare l’azzeramento di tutti i punti della patente, che può portare prima all’obbligo di revisione e poi ad un’eventuale revoca. Per questo, sarebbe sempre meglio cercare di non arrivare mai ad azzerare il saldo dei propri punti, puntando ad esempio sul servizio di recupero punti.
 Sperando di essere stati esaustivi, ti ricordiamo che per qualsiasi info o chiarimento sui nostri servizi puoi contattarci dal sito, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Patente illeggibile o rovinata: le possibili conseguenze e come sostituirla

Introduzione

La patente rappresenta il documento principale per poter guidare un determinato veicolo. Nello specifico la patente B permette di guidare i normali autoveicoli, ma può capitare che, nel corso del tempo, possa rovinarsi o diventare illeggibile.
In questi casi, la maggior parte dei patentati non è a conoscenza di eventuali possibili rischi o sanzioni che possono essere applicati.

E se invece non possiedi ancora la patente ma sei intenzionato a conseguirla? La nostra Autoscuola fa al caso tuo, con un’ampia offerta che comprende non solo la patente B: tra le opzioni rientrano, ad esempio, le patenti C e D, che permettono la guida di veicoli per il trasporto di merci e persone, utili anche in ambito professionale.
Per qualsiasi info o chiarimento sui nostri servizi puoi contattarci compilando il nostro form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso le nostre sedi.

Per tale ragione, nel proseguo dell’articolo cercheremo di fare chiarezza su quest’aspetto, fornendo alcuni consigli sulla tematica patente rovinata.

Cosa dicono la legge ed il Codice della Strada

Il Codice della Strada, che solitamente disciplina tutti gli aspetti normativi relativi al mondo dei trasporti e delle patenti, non contiene alcun riferimento relativo alla guida con patente deteriorata o rovinata.
Per questo, possiamo dire che non esistono attualmente norme che impediscono al possessore di circolare con una patente danneggiata/illeggibile/deteriorata, e di conseguenza nemmeno eventuali sanzioni amministrative o penali applicabili.

Allo stesso tempo però, la circolare n. 98/1999 del Ministero dell’Interno riconosce la legittimazione degli organi di polizia a ritirare le patenti illeggibili perché deteriorate. In particolare, il Viminale afferma che: “l’organo che esercita la vigilanza sul possesso di un titolo abilitativo soggetto all’obbligo di esibirlo al pubblico ufficiale, può procedere al ritiro del relativo documento anche fuori di una specifica previsione normativa, ove lo stesso, per effetto di deterioramento, non sia più in condizioni di assolvere alla funzione di certificazione della titolarità dell’autorizzazione”. Attenzione però: quello concesso agli agenti è un ‘potere’ e non un ‘dovere’ (“…l’organo che esercita la vigilanza sul possesso di un titolo abilitativo PUÒ procedere al ritiro del relativo documento…”).

Anche questa circostanza, come anticipato, non prevede sanzioni. L’unica conseguenza è che la patente ritirata viene consegnata alla Motorizzazione Civile, che provvederà ad avviare l’iter per il rilascio del nuovo duplicato ed avviserà il diretto interessato a presentare tutta la documentazione necessaria.

Come sostituire la propria patente deteriorata

Si può ovviamente richiedere un duplicato della patente deteriorata prima che questa venga “scoperta” dalle autorità.
In Italia, se la tua patente è deteriorata o illeggibile, è necessario richiedere un duplicato presso l’ufficio della Motorizzazione Civile.  Occorre presentare i seguenti documenti:

  • domanda su modello TT 2112 disponibile allo sportello dell’ufficio della motorizzazione o online sul Portale dell’automobilista;
  • ricevuta di pagamento di un bollettino PagoPA per la tariffa N003-Diritti € 10,20 | Bolli € 32,00;
  • fotocopia completa della patente e originale in visione;
  • se la patente NON è scaduta di validità o NON scadrà entro 6 mesi dalla data di presentazione della domanda: 2 fotografie uguali, formato tessera, di cui una autenticata.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo voluto chiarire i casi in cui ci si dovesse ritrovare con una patente deteriorata o illeggibile, appurando come in realtà non ci sia il rischio di incorrere in sanzioni, ma solo nel ritiro del documento per procedere con la duplicazione.
Sperando di essere stati di tuo interessa, ti ricordiamo che per qualsiasi informazione sui nostri servizi puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Batteria dell’auto scarica: perché succede e come rimettere in moto

Introduzione

A quasi ogni patentato è capitato, almeno una volta nella vita, di ritrovarsi con la batteria dell’auto scarica. Un evento spiacevole ma a cui è possibile rimediare in diversi modi ed evitare di rimanere letteralmente in strada.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, presso la nostra autoscuola è possibile conseguire svariate tipologie di patente (dalla classica patente B fino alle patenti per bus e camion o la patente nautica) ed usufruire di ulteriori servizi, come ad esempio le guide di perfezionamento.
Per qualsiasi necessità di info o chiarimenti ti invitiamo a contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nell’articolo approfondiremo questa casistica fornendo anche una mini guida su come provare a rimettersi in moto.

Batteria scarica: le cause principali

Ci sono diversi fattori che possono portare la batteria dell’auto a scaricarsi ed a far sì che il motore non si riaccenda, impedendo dunque di poter utilizzare il veicolo. Queste le cause principali:

  • mancato utilizzo dell’auto: se non si utilizza l’auto per un periodo di tempo prolungato (a volte può bastare anche meno di una settimana), nel momento in cui si cercherà di far ripartire il veicolo, molto probabilmente la batteria risulterà scarica;
  • radio accesa a motore spento: l’utilizzo di determinati accessori dell’auto a motore spento, come la radio, può comportare il progressivo esaurimento della carica della batteria;
  • fari o altre luci accese a motore spento: così come per la radio, anche in questo caso dimenticarsi fari o luci accese con il motore spento può portare al progressivo esaurimento della batteria.

Rimedi per rimettersi in moto

Una volta appurato che la batteria è scarica e che non è possibile rimettere in moto, esistono per fortuna diversi modi per rimediare. Sono due le soluzioni: collegare la propria vettura ad un’altra (utilizzando i cavi in modo da trasferire la potenza necessaria al fine di avviare il motore) oppure procedere con la classica accensione a spinta.

La prima soluzione è quella preferibile, ed è di conseguenza la prima da provare ad adottare. In questo caso è sufficiente aprire il cofano motore dell’auto con batteria scarica e quello di un’altra auto e collegare, rigorosamente a motore spento, i cavi nella corretta posizione: prima si collega il cavo rosso al polo positivo (simbolo +) dell’auto in soccorso e successivamente l’altro cavo al polo positivo dell’auto in panne.

Dopo si passa a collegare il cavo nero dal polo negativo (simbolo -) dell’auto in soccorso a quello dell’auto in panne, per poi mettere in moto la propria auto per rigenerare la batteria. Completata l’operazione occorre scollegare i cavetti ma senza spegnere il motore.
Un consiglio in più: meglio cercare di effettuare l’operazione con un’auto che sia il più possibile simile a quella in panne in termini di specifiche tecniche dell’impianto elettrico.

Se non si hanno a disposizione i cavi o non si trova un’altra auto a cui collegarli, allora resta l’opzione di far ripartire l’auto a spinta manuale. In questo caso si dovrà trovare un volontario che si metta a spingere il veicolo fermo, mentre chi si troverà alla guida dovrà iniziare l’operazione in folle per poi, una volta raggiunta una velocità adeguata, inserire la seconda e lasciare di colpo la frizione così da consentire al motore di mettersi in moto.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo voluto trattare uno degli inconvenienti che più spesso capita ai conducenti di autoveicoli, elencando possibili cause ma anche possibili rimedi da adottare per risolvere la situazione.
Sperando di essere stati d’aiuto, ti ricordiamo che per qualsiasi info o chiarimento sui servizi offerti dalla nostra autoscuola puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

La guida accompagnata: il modo più veloce per poter iniziare a guidare l’auto

Introduzione

C’è un modo per iniziare a guidare l’auto ancora prima dei 18 anni e ancora prima di aver conseguito il famoso foglio rosa: è la guida accompagnata.

Ti interessa la guida accompagnata o uno dei nostri numerosi servizi? Cercaci per ottenere ulteriori chiarimenti: puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci ai nostri numeri di telefono, o venire direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.
Ti forniremo tutte le indicazioni ed i chiarimenti di cui necessiti.

Per questo motivo, nel proseguo dell’articolo cercheremo di fare chiarezza su questo tipo di possibilità che permette, come detto, di anticipare i tempi per potersi mettere alla guida di una vettura.

Codice della Strada e guida accompagnata

A discipilinare la guida accompagnata è l’articolo 115 del Codice della Strada. Il quale dispone che:

“Sono necessari anni diciotto per guidare veicoli cui abilita la patente di guida delle categorie B e BE”.

Ma allo stesso tempo prevede che:

Ai minori che hanno compiuto diciassette anni e che sono titolari di patente di guida di categoria A1 o B1, è consentita, a fini di esercitazione, la guida di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t, con esclusione del traino di qualunque tipo di rimorchio, e comunque nel rispetto dei limiti di potenza specifica riferita alla tara di cui all’articolo 117, comma 2-bis, purchè accompagnati da un conducente titolare di patente di guida di categoria B o superiore da almeno dieci anni, previo rilascio di un’apposita autorizzazione da parte del competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, su istanza presentata al medesimo ufficio dal genitore o dal legale rappresentante del minore.

Il minore autorizzato ai sensi del comma 1-bis può procedere alla guida accompagnato da uno dei soggetti indicati al medesimo comma solo dopo aver effettuato almeno dieci ore di corso pratico di guida, delle quali almeno quattro in autostrada o su strade extraurbane e due in condizione di visione notturna, presso un’autoscuola con istruttore abilitato e autorizzato.

Riassumendo, per mettersi alla guida di un’automobile sono necessari i 18 anni ed il foglio rosa, a meno che non si abbia conseguito una tra le patenti A1 e B1: in questo caso è concesso mettersi alla guida a 17 anni, se accompagnati da un accompagnatore che rispetta i requisiti soprelencati.

Guida accompagnata: il ruolo dell’Autoscuola

Quanto detto sopra, palesa l’importanza del ruolo dell’Autoscuola.
Presso la nostra Autoscuola è infatti possibile conseguire le patenti B1 ed A1, che rappresentano requisito fondamentale per sfruttare la guida accompagnata.

Sempre presso l’Autoscuola è poi possibile effettuare le dieci ore di corso pratico di guida, seconda condizione necessaria per la guida accompagnata.

Conclusioni

Con quest’articolo abbiamo voluto mettere in luce i vantaggi della guida accompagnata, un servizio ancora poco conosciuto nell’immaginario collettivo.
Per qualsiasi ulteriore chiarimento o informazione sui nostri servizi, ti ricordiamo che puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Patente CQC per professionisti: a cosa serve e come conseguirla in autoscuola

Introduzione

Unire patente e lavoro è possibile, grazie all’opportunità di conseguire presso la nostra Autoscuola la patente CQC.

Stai cercando uno sbocco lavorativo nel mondo dei trasporti? La patente CQC può fare al caso tuo ed è possibile conseguirla presso la nostra autoscuola. Per qualsiasi informazione o chiarimento, puoi contattarci compilando il form sul nostro sito o telefonicamente, oppure puoi venire direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi di Sestu o Capoterra.

Nel proseguo dell’articolo approfondiremo questo tipo di patente, spiegando in cosa consiste, cosa permette di fare, e con quali modalità è possibile conseguirla.

CQC: generalità

La CQC (o Carta di Qualificazione del Conducente) in realtà non è una vera e propria patente, bensì una certificazione che è obbligatoria da conseguire per tutti coloro che intendono svolgere per lavoro (e non solo) il trasporto di persone o di merci.
Come detto, non si tratta di una vera e propria patente di guida, ed è infatti un’integrazione aggiuntiva delle patenti C e D.

La Carta di Qualificazione del Conducente non è una sola, me esistono due differenti tipologie a seconda che lo scopo sia quello di trasportare persone (come nel caso degli autisti di autobus di linea) o quello di trasportare merci. Si distingue dunque tra:

  • La CQC persone: rivolta ai conducenti che intendono effettuare il trasporto di passeggeri;
  • La CQC merci: necessaria per tutti coloro che effettuano il trasporto di merci o oggetti.

CQC Persone

Come anticipato, la CQC persone è praticamente indispensabile per quei conducenti che debbono effettuare trasporto di passeggeri. Si tratta di una licenza necessaria per tutti coloro che trasportano persone su veicoli che richiedono una delle quattro patenti D: ovvero la D classica, la DE, la D1, la D1E.

Inizialmente, la CQC persone era necessaria soltanto per coloro i quali effettuavano trasporto di persone per scopi lavorativi.



Ma, nel tempo, l’obbligo si è esteso praticamente a chiunque intenda mettersi alla guida di un veicolo che richiede patente D. Soltanto alcune categorie di veicoli sono esenti dall’obbligatorietà del CQC persone. Tra questi:

  • Veicoli di velocità massima autorizzata non superiore ai 45 km/h;
  • Veicoli in uso alle forze armate, protezione civile, vigili del fuoco, forze di polizia e servizi di trasporto sanitario di emergenza;
  • Veicoli sottoposti a prove su strada per il perfezionamento tecnico, riparazione o manutenzione, o veicoli nuovi o trasformati non ancora immessi in circolazione;
  • Veicoli usati per stati di emergenza, destinati a missioni di salvataggio, trasporto di aiuti umanitari a fini non commerciali;
  • Veicoli utilizzati per il trasporto di passeggeri a fini non commerciali;
  • Veicoli utilizzati nei trasporti in conto proprio a patto che la guida non sia l’attività principale del conducente;

CQC Merci

Per quanto riguarda la CQC Merci, invece, è praticamente indispensabile per quei conducenti che debbono effettuare trasporto di merci su quei veicoli che richiedono una tra le patenti C / CE / C1 / C1E.

Inizialmente, la CQC persone era necessaria soltanto per coloro i quali effettuavano trasporto di merci per scopi lavorativi. Ma nel tempo, come per la CQC persone, in seguito all’evoluzione della normativa l’obbligo si è esteso praticamente a chiunque intenda mettersi alla guida di un veicolo che richiede patente C.

Conseguire la CQC

Presso la nostra autoscuola è possibile conseguire la CQC. Per questo tipo di licenza l’autoscuola è fondamentale in quanto, per conseguirla, non è possibile scegliere (come avviene invece per le altre patenti) di intraprendere la procedura da privatista, ma è necessario formarsi proprio in autoscuola con delle lezioni dedicate e un apposito esame.

Per frequentare i corsi CQC occorre rispettare alcuni limiti.
Per il corso CQC merci bisogna avere almeno 18 anni ed essere in possesso di patente C o foglio rosa. Oppure, se si hanno meno di 21 anni, c’è la possibilità di seguire un corso accelerato (140 ore) che permette di sfruttare la CQC per i soli veicoli di categoria C1 e C1E.
Per il corso CQC persone bisogna avere almeno 21 anni ed essere in possesso di patente D o foglio rosa. Oppure, se si hanno meno di 23 anni, c’è la possibilità di seguire un corso accelerato (140 ore) che permette di sfruttare la CQC per i soli veicoli di categoria D1 e D1E.

I corsi CQC merci e CQC persone completi prevedono entrambi 280 ore suddivise in lezioni teoriche e pratiche.
Nello specifico, il quiz teorico consiste in due prove informatizzate:

  • comune, ovvero relativa sia alla CQC merci che alla CQC persone;
  • specialistica, ovvero dedicata alla patente CQC merci oppure alla CQC persone.

Entrambe le prove durano al massimo 120 minuti e prevedono 60 quesiti ciascuna. Sono considerate superate quando il candidato commette al massimo 6 errori su 60 domande.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo riassunto l’utilità del CQC e le modalità per conseguirlo senza intoppi presso la nostra autoscuola.
Per qualsiasi dubbio o ulteriore chiarimento in merito, ti ricordiamo che puoi contattarci compilando il form online, telefonandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Anno nuovo e Codice della Strada: le principali novità in arrivo nel 2024

Introduzione

Se ne va via il 2023 e arriva l’anno nuovo 2024 che, si spera, oltre che tante gioie e soddisfazioni, porterà anche alcune importanti novità in tema Codice della Strada.

A proposito, noi dell’Autoscuola.net cogliamo l’occasione per augurarti un buono e felice anno nuovo, e per ricordarti che per qualsiasi dubbio o chiarimento sui nostri servizi puoi contattarci compilando il form online, telefonicamente, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nell’articolo di oggi tratteremo quelle che sono le principali novità che saranno (o potranno essere) introdotte in questo nuovo anno.

Uso del cellulare

Una delle novità più importanti riguarda le regole ancora più rigide e severe sull’uso del cellulare per chi si mette alla guida. Si potrà infatti incappare in multe tra i 422 euro ed i 1697 euro, con annessa sospensione fino a due settimane.
Ancora peggio sarà per i recidivi, che potranno essere costretti a pagare multe fino a 2588 euro con sospensione fino a tre mesi e decurtazione di 10 punti dalla patente.

Formazione per i ragazzi

Un altro punto importante riguarda l’intenzione di mettere in atto di programmi educativi e formativi per i ragazzi.
Si dovrebbe partire dal programma educativo sul traffico stradale nelle scuole medie, con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sull’importanza del rispetto delle regole stradali. Ma stando a quanto filtra, non mancheranno corsi di educazione stradale anche per le scuole superiori.

Alcol e guida

Ancora, punto fondamentale del nuovo disegno di legge è quello che riguarda le regole sul consumo di alcolici per chi si mette alla guida.
Tra le novità più attese infatti, in vigore dal prossimo anno, c’è l’inasprimento delle sanzioni per chi guida sotto l’effetto dell’alcool o di sostanze stupefacenti.

Per coloro che sono già stati condannati per guida in stato di ebrezza scatterà il divieto totale di consumo di alcolici: di conseguenza, nessun limite particolare, semplicemente non si dovrà superare la soglia di zero grammi per litro di sangue. Per questi guidatori sarà anche obbligatorio installare sulla vettura il dispositivo alcolock, che blocca l’avviamento del motore nel caso rilevi un qualsiasi tasso alcolemico.

Neopatenati

L’ultimo punto che tratteremo riguarda invece l’impatto del 2024 per i neopatentati, ovvero coloro che hanno conseguito la patente da meno di 3 anni.
Per questa speciale categoria entrerà in vigore il divieto di consumo di alcol (per i guidatori sotto i 21 anni). Inoltre, l’attuale divieto di guidare vetture con una potenza superiore a 55 kiloWatt per tonnellata – 65 kW per le elettriche – o veicoli con potenza massima superiore ai 70 kW (95 cavalli) viene esteso da uno a tre anni.

Conclusioni

Abbiamo visto, nel corso dell’articolo, un riassunto non esaustivo delle più importanti novità che porterà il 2024 in tema Codice della Strada, a cui se ne aggiungono anche delle altre.
Cogliamo l’occasione, ancora una volta, per augurarti un felice anno nuovo e per ricordarti che è possibile contattare la nostra autoscuola compilando il form sul nostro sito, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Auto e feste: i consigli per gli spostamenti natalizi

Introduzione

Periodo natalizio è sinonimo di pranzi, cenoni, ma anche di vacanze e spostamenti con la propria auto. Per chi ha la patente, dunque, possono tornare utili alcuni consigli sulla guida, inerenti proprio a questo periodo di freddo e feste.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, la nostra autoscuola può fare al caso tuo, con un’ampia offerta di servizi e patenti conseguibili. Per qualsiasi informazione o chiarimento sulla nostra offerta, ti invitiamo a contattarci telefonicamente, compilare il form online, oppure venire direttamente a trovarci dal vivo in una delle nostre sedi.

Per questo, nel proseguo dell’articolo elencheremo alcuni suggerimenti da seguire in questa piccola guida a tema natalizio.

Periodo natalizio: freddo e condizioni climatiche avverse

Il periodo natalizio spesso coincide con freddo e condizioni climatiche avverse, a cui bisogna di conseguenza adattarsi anche quando ci si mette alla guida:

  • in presenza di neve occorre considerare che i tempi di frenata si allungano. Quindi, è necessario mantenere le distanze di sicurezza, procedere a velocità contenute e montare le catene per la neve prima di partire, per non farsi trovare impreparati;
  • A proposito di catene, queste vanno montate solo in caso di necessità, come segnalato dai cartelli. Inoltre, con questo tipo di gomme la guida deve essere più equilibrata, evitando frenate improvvise e/o forti accelerazioni, e mantenendo il limite di velocità a 50 km orari;
  • In presenza di nebbia si riduce la visibilità e la strada diventa più scivolosa. Per questi motivi il limite di velocità consentito è di 50 Km/h, quando la visibilità è inferiore a 100 metri. In questi casi è indispensabile essere ben in vista, utilizzando i fari antinebbia e quelli fendinebbia;
  • in caso di pioggia, si riduce la visibilità e può verificarsi il fenomeno dell’Acquaplaning, che consiste nella perdita di aderenza degli pneumatici con l’asfalto. È utile sapere che il fenomeno si acuisce alla presenza di molta acqua e guidando a velocità sostenuta. In caso di forte pioggia è importante moderare la velocità e rallentare diminuendo la pressione sul pedale dell’acceleratore anziché frenare bruscamente. Prima di mettervi al volante, e periodicamente, è opportuno controllare il buon funzionamento delle spazzole tergicristallo.

Altri consigli

Oltre i consigli legati alle avverse condizioni atmosferiche, che caratterizzano il mese di dicembre nel nostro paese, ci sono poi tutta una serie di ulteriori utili suggerimenti:

  • Pranzi e cenoni, occhio al tasso alcolemico: il periodo delle feste, come noto, è caratterizzato da abbuffate con parenti e amici, condite molto spesso con qualche bicchiere di vino o spumante. Se ci si deve mettere alla guida, sempre meglio essere prudenti e tenere un occhio di riguardo;
  • Tenere conto dei limiti e delle regole degli altri paesi: se durante le vacanze ci si vuole spostare in auto fuori dai confini italiani, è bene conoscere i limiti di velocità e di tasso alcolemico del paese in cui si decide di andare.

Conclusioni

Con questo articolo, abbiamo cercato di fornire alcuni piccoli consigli per affrontare queste vacanze di Natale con la propria auto.
Cogliamo l’occasione per augurare a tutti voi Buone Feste e per ricordarvi che è possibile contattarci compilando il nostro form online, tramite i nostri numeri di telefono, oppure venendo direttamente a trovarci in sede.

Guida e viaggi in auto: i consigli e le regole per le donne in dolce attesa

Introduzione

La dolce attesa è sicuramente per molte donne una delle più grandi gioie della vita ma, allo stesso tempo, si tratta di un evento che può incidere anche sulle possibilità di una donna di viaggiare in auto come passeggero sulle possibilità di guidare un mezzo.

Per questo, nel resto dell’articolo tratteremo le principali regole ed i principali consigli da seguire per le donne che si trovano in attesa di un bebè, in modo tale da fornire una piccola guida utile.

A tal proposito, ti ricordiamo che sul nostro blog sono presenti altri numerosi articoli su tematiche riguardanti le patenti, la sicurezza stradale, le regole del codice della strada. Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento sui servizi offerti da L’Autsocuola.net puoi inoltre contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Regole

La regola principale è che, in realtà, quando si parla di donne che si trovano in stato di gravidanza non esistono specifici divieti. Il Codice della Strada, in questo senso, lascia assoluta libertà di decisione: sarà ciascuna donna, sulla base delle proprie scelte personali e di eventuali consigli o avvertimenti da parte dei medici, a decidere se mettersi alla guida oppure no.

Un altro importante tema in ambito normativo riguarda l’utilizzo delle cinture di sicurezza: contrariamente all’immaginario comune, anche le donne in gravidanza sono obbligate ad allacciare le cinture di sicurezza quando si trovano all’interno dell’abitacolo. Alla regola generale, si aggiunge un’eccezione contenuta direttamente nel Codice della Strada. L’articolo 172 dispone infatti che: “sono sollevate dall’obbligo le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture”.

Consigli utili

Oltre le poche regole sopraccitate, si possono invece elencare numerosi consigli che qualsiasi donna in gravidanza dovrebbe seguire per migliorare il proprio comfort e la propria sicurezza alla guida. Di seguito un elenco dei principali suggerimenti:

  • allontanare progressivamente il sedile dal volante e regolare la posizione dello schienale in modo tale che la pancia non rischi di comprimersi sullo sterzo;  
  • posizionare un cuscino non troppo spesso come supporto per la schiena per ammortizzare i sobbalzi durante la marcia del veicolo;
  • non disattivare l’airbag sia nel caso in cui la donna in gravidanza si metta al volante, sia quando si accomoda sul sedile del passeggero;
  • data la condizione di stress prevedibile, è preferibile, durante la gravidanza, prediligere gli spostamenti brevi o di media durata, proprio perché i viaggi lunghi sono più complessi da gestire;
  • considerare anche le condizioni ambientali, ad esempio evitando di guidare durante le ore più calde in estate o quelle più fredde in inverno.

Conclusioni

Come visto nell’articolo, sono davvero poche le regole del Codice della Strada specifiche per le donne in stato di gravidanza. L’unica norma ad hoc riguarda la possibilità di non indossare le cinture di sicurezza in caso di esplicita certificazione rilasciata dal medico. Al contrario, sono numerosi gli accorgimenti che è consigliabile adottare per una maggiore sicurezza e comodità alla guida.
Sperando di essere stati di tuo interesse, ti ricordiamo che per qualsiasi informazione sui nostri servizi puoi contattarci compilando il form online, telefonicamente, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Patente persa o rubata: come muoversi per poter tornare a guidare

Introduzione

La patente di guida rappresenta il documento fondamentale per poter condurre un’auto o qualsiasi altro mezzo. Può però capitare, a chi la possiede, di smarrirla oppure di subire un furto da parte di qualche malintenzionato.

Se invece non hai ancora conseguito la patente o vuoi ampliare la possibilità di condurre nuovi tipi di veicoli, allora puoi affidarti alla nostra autoscuola. L’autoscuola.net presenta infatti un’ampia offerta di servizi che comprendono, tra gli altri, anche corsi professionali per crescere nel mondo del lavoro.
Per qualsiasi informazione o chiarimento puoi contattarci compilando il form online, telefonandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Primo passo: denuncia

Il primo passo da mettere in atto una volta che ci si rende conto di aver smarrito la patente è la denuncia.
Dal momento in cui ci si accorge di non avere la patente, si hanno 48 ore per presentare denuncia ai carabinieri o alla polizia.
Nel caso in cui si sia impossibilitati a recarsi presso le autorità, è possibile un’alternativa: la legge consente infatti di denunciare lo smarrimento anche online, sul sito ufficiale dei carabinieri. Se si sfrutta questa comoda alternativa, occorrerà poi in ogni caso presentarsi successivamente di persona per completare la procedura di denuncia.

Secondo passo: ottenimento del permesso provvisorio di guida

Una volta completata la procedura di denuncia, il primo grosso problema (ovvero quello di non poter guidare il proprio mezzo) è stato risolto.
In seguito alla denuncia viene infatti rilasciato dalle autorità un permesso provvisorio di guida. Si tratta di un documento equiparabile alla patente in cui vengono riportati i dati dell’interessato e la cui validità è di 90 giorni. In questo modo è dunque fin da subito possibile riprendere a guidare normalmente il proprio mezzo.

Terzo passo: ottenimento del duplicato

Dopo aver fatto la denuncia di smarrimento e dopo aver ottenuto un permesso provvisorio, i Carabinieri o la Polizia locale verificheranno, accedendo all’Archivio Informatico Nazionale, la duplicabilità o meno della patente smarrita.

Lo scenario migliore è quello per il quale la patente risulta poter essere duplicabile: in questo caso la nuova patente arriverà al diretto interessato per posta entro 45 giorni da quando si è esposta la denuncia, senza ulteriori adempimenti.
Diverso il caso in cui la patente non è duplicabile, solitamente perché mancano dati fondamentali come ad esempio l’indicazione della scadenza. In questo caso occorre, dopo aver sporto denuncia, recarsi anche presso la motorizzazione Civile, compilare il modello TT2112 e fornire Carta d’identità e due fototessere.

Oltre al diretto interessato, anche un’autoscuola può richiedere il duplicato della patente presentando tutti i documenti necessari: una soluzione utile se si vogliono evitare perdite di tempo presso la motorizzazione. Il costo per l’ottenimento del duplicato della patente è di 10,20 euro.

Conclusioni

Come visto, non occorre disperarsi in caso di furto subito o di smarrimento della patente, ma seguire pochi passaggi per ripristinare immediatamente la normalità e poter guidare nuovamente il proprio veicolo.
Tre step da seguire per ottenere un certificato provvisorio di guida e poi la nuova patente vera e propria.
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Uso del clacson in auto: regole e divieti del Codice della Strada

A tutti capita, anche più volte al giorno, di utilizzare il clacson per i motivi più disparati. In generale chi possiede una patente ha, almeno una volta, fatto uso di questo dispositivo di segnalazione acustica.

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Per questo, nel proseguo dell’articolo approfondiremo il tema sull’uso del clacson, spiegando regole e norme che vanno seguite per non incorrere in eventuali sanzioni.

Uso dei dispositivi di segnalazione acustica: Codice della Strada

A disciplinare nero su bianco l’utilizzo dei dispositivi di segnalazione acustica, e quindi anche del clacson, è come al solito il Codice della Strada. In particolare, l’articolo 156 del CdS dispone che:

  1. Il dispositivo di segnalazione acustica deve essere usato con la massima moderazione e solamente ai fini della sicurezza stradale. La segnalazione deve essere la più breve possibile;
  2. Fuori dei centri abitati l’uso del dispositivo di segnalazione acustica è consentito ogni qualvolta le condizioni ambientali o del traffico lo richiedano al fine di evitare incidenti, in particolare durante le manovre di sorpasso. Durante le ore notturne ovvero di giorno, se ne ricorre la necessità, il segnale acustico può essere sostituito da segnali luminosi a breve intermittenza mediante i proiettori di profondità, nei casi in cui ciò non sia vietato;
  3. Nei centri abitati le segnalazioni acustiche sono vietate, salvo i casi di effettivo e immediato pericolo. Nelle ore notturne, in luogo delle segnalazioni acustiche, è consentito l’uso dei proiettori di profondità a breve intermittenza;
  4. In caso di necessità, i conducenti dei veicoli che trasportano feriti o ammalati gravi sono esentati dall’obbligo di osservare divieti e limitazioni sull’uso dei dispositivi di segnalazione acustica.

Clacson nei centri abitati

Come visto, esistono diverse norme restrittive sull’uso del clacson. Se, però, al di fuori dei centri abitati è possibile utilizzarlo in più fattispecie previste dal Codice della Strada, diverso è il discorso nei centri abitati.
Il già menzionato articolo 156 del CdS pone per essi condizioni ancora più stringenti: infatti nei centri abitati l’uso del clacson è di base vietato, salvo eccezioni di pericolo imminente.

Allo stesso tempo, il CdS dispone che sempre nei centri abitati i segnali acustici debbano invece essere sostituiti, nel limite del possibile, dai segnali di illuminazione (tramite i fari dell’auto).

Sanzioni

L’utilizzo inappropriato del clacson auto, in violazione delle disposizioni del Codice della strada, può comportare sanzioni amministrative pecuniarie significative. Secondo la normativa vigente, chi suona il clacson quando e dove non è consentito può essere punito con una sanzione che varia da 42 a 173 euro. L’utilizzo del clacson auto in situazioni non di pericolo non comporta ovviamente l’applicazione di sanzioni amministrative accessorie, come la decurtazione dei punti dalla patente o la sua sospensione

In ogni caso, l’abuso del clacson può essere punito solo con una sanzione amministrativa pecuniaria, senza ulteriori conseguenze sulla licenza di guida.

Conclusioni

Come visto nell’articolo, non è possibile utilizzare il clacson in tutta tranquillità e per motivazioni futili, poiché esistono in realtà delle regole ben precise che possono portare a sanzioni e multe.
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