Batteria dell’auto scarica: perché succede e come rimettere in moto

Introduzione

A quasi ogni patentato è capitato, almeno una volta nella vita, di ritrovarsi con la batteria dell’auto scarica. Un evento spiacevole ma a cui è possibile rimediare in diversi modi ed evitare di rimanere letteralmente in strada.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, presso la nostra autoscuola è possibile conseguire svariate tipologie di patente (dalla classica patente B fino alle patenti per bus e camion o la patente nautica) ed usufruire di ulteriori servizi, come ad esempio le guide di perfezionamento.
Per qualsiasi necessità di info o chiarimenti ti invitiamo a contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nell’articolo approfondiremo questa casistica fornendo anche una mini guida su come provare a rimettersi in moto.

Batteria scarica: le cause principali

Ci sono diversi fattori che possono portare la batteria dell’auto a scaricarsi ed a far sì che il motore non si riaccenda, impedendo dunque di poter utilizzare il veicolo. Queste le cause principali:

  • mancato utilizzo dell’auto: se non si utilizza l’auto per un periodo di tempo prolungato (a volte può bastare anche meno di una settimana), nel momento in cui si cercherà di far ripartire il veicolo, molto probabilmente la batteria risulterà scarica;
  • radio accesa a motore spento: l’utilizzo di determinati accessori dell’auto a motore spento, come la radio, può comportare il progressivo esaurimento della carica della batteria;
  • fari o altre luci accese a motore spento: così come per la radio, anche in questo caso dimenticarsi fari o luci accese con il motore spento può portare al progressivo esaurimento della batteria.

Rimedi per rimettersi in moto

Una volta appurato che la batteria è scarica e che non è possibile rimettere in moto, esistono per fortuna diversi modi per rimediare. Sono due le soluzioni: collegare la propria vettura ad un’altra (utilizzando i cavi in modo da trasferire la potenza necessaria al fine di avviare il motore) oppure procedere con la classica accensione a spinta.

La prima soluzione è quella preferibile, ed è di conseguenza la prima da provare ad adottare. In questo caso è sufficiente aprire il cofano motore dell’auto con batteria scarica e quello di un’altra auto e collegare, rigorosamente a motore spento, i cavi nella corretta posizione: prima si collega il cavo rosso al polo positivo (simbolo +) dell’auto in soccorso e successivamente l’altro cavo al polo positivo dell’auto in panne.

Dopo si passa a collegare il cavo nero dal polo negativo (simbolo -) dell’auto in soccorso a quello dell’auto in panne, per poi mettere in moto la propria auto per rigenerare la batteria. Completata l’operazione occorre scollegare i cavetti ma senza spegnere il motore.
Un consiglio in più: meglio cercare di effettuare l’operazione con un’auto che sia il più possibile simile a quella in panne in termini di specifiche tecniche dell’impianto elettrico.

Se non si hanno a disposizione i cavi o non si trova un’altra auto a cui collegarli, allora resta l’opzione di far ripartire l’auto a spinta manuale. In questo caso si dovrà trovare un volontario che si metta a spingere il veicolo fermo, mentre chi si troverà alla guida dovrà iniziare l’operazione in folle per poi, una volta raggiunta una velocità adeguata, inserire la seconda e lasciare di colpo la frizione così da consentire al motore di mettersi in moto.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo voluto trattare uno degli inconvenienti che più spesso capita ai conducenti di autoveicoli, elencando possibili cause ma anche possibili rimedi da adottare per risolvere la situazione.
Sperando di essere stati d’aiuto, ti ricordiamo che per qualsiasi info o chiarimento sui servizi offerti dalla nostra autoscuola puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Guida e viaggi in auto: i consigli e le regole per le donne in dolce attesa

Introduzione

La dolce attesa è sicuramente per molte donne una delle più grandi gioie della vita ma, allo stesso tempo, si tratta di un evento che può incidere anche sulle possibilità di una donna di viaggiare in auto come passeggero sulle possibilità di guidare un mezzo.

Per questo, nel resto dell’articolo tratteremo le principali regole ed i principali consigli da seguire per le donne che si trovano in attesa di un bebè, in modo tale da fornire una piccola guida utile.

A tal proposito, ti ricordiamo che sul nostro blog sono presenti altri numerosi articoli su tematiche riguardanti le patenti, la sicurezza stradale, le regole del codice della strada. Per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento sui servizi offerti da L’Autsocuola.net puoi inoltre contattarci compilando il form online, chiamandoci, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Regole

La regola principale è che, in realtà, quando si parla di donne che si trovano in stato di gravidanza non esistono specifici divieti. Il Codice della Strada, in questo senso, lascia assoluta libertà di decisione: sarà ciascuna donna, sulla base delle proprie scelte personali e di eventuali consigli o avvertimenti da parte dei medici, a decidere se mettersi alla guida oppure no.

Un altro importante tema in ambito normativo riguarda l’utilizzo delle cinture di sicurezza: contrariamente all’immaginario comune, anche le donne in gravidanza sono obbligate ad allacciare le cinture di sicurezza quando si trovano all’interno dell’abitacolo. Alla regola generale, si aggiunge un’eccezione contenuta direttamente nel Codice della Strada. L’articolo 172 dispone infatti che: “sono sollevate dall’obbligo le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture”.

Consigli utili

Oltre le poche regole sopraccitate, si possono invece elencare numerosi consigli che qualsiasi donna in gravidanza dovrebbe seguire per migliorare il proprio comfort e la propria sicurezza alla guida. Di seguito un elenco dei principali suggerimenti:

  • allontanare progressivamente il sedile dal volante e regolare la posizione dello schienale in modo tale che la pancia non rischi di comprimersi sullo sterzo;  
  • posizionare un cuscino non troppo spesso come supporto per la schiena per ammortizzare i sobbalzi durante la marcia del veicolo;
  • non disattivare l’airbag sia nel caso in cui la donna in gravidanza si metta al volante, sia quando si accomoda sul sedile del passeggero;
  • data la condizione di stress prevedibile, è preferibile, durante la gravidanza, prediligere gli spostamenti brevi o di media durata, proprio perché i viaggi lunghi sono più complessi da gestire;
  • considerare anche le condizioni ambientali, ad esempio evitando di guidare durante le ore più calde in estate o quelle più fredde in inverno.

Conclusioni

Come visto nell’articolo, sono davvero poche le regole del Codice della Strada specifiche per le donne in stato di gravidanza. L’unica norma ad hoc riguarda la possibilità di non indossare le cinture di sicurezza in caso di esplicita certificazione rilasciata dal medico. Al contrario, sono numerosi gli accorgimenti che è consigliabile adottare per una maggiore sicurezza e comodità alla guida.
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Bollo Auto: le informazioni più importanti da sapere sulla tassa automobilistica

Introduzione

Se hai conseguito la patente e possiedi un veicolo a quattro ruote, il bollo dell’auto rappresenta ovviamente, trattandosi di un esborso in termini monetari, una scocciatura.

E se invece non hai ancora conseguito la patente? La nostra autoscuola può fare al caso tuo, con un’ampia offerta di patenti (per svariate categorie di veicoli) e diversi corsi professionali attivi.
Per qualsiasi informazione o chiarimento sui servizi offerti dall’Autoscuola.net, puoi contattarci compilando il form online, telefonicamente, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo nel proseguo dell’articolo tratteremo i principali argomenti da conoscere sul bollo auto, mostrando anche i casi in cui è possibile non pagare la tassa.

Bollo auto: generalità

Partiamo dalla definizione. Il bollo auto, spesso definito anche come il “tassa regionale automobilistica” è un tributo regionale il cui versamento spetta a tutti i possessori di un’auto indicati dal Pubblico Registro Automobilistico. Il bollo deve perciò essere pagato annualmente da chi risulta proprietario di una o più automobili provviste di assicurazione auto, indipendentemente dal fatto che il veicolo circoli o meno.

Per quanto riguarda l’entità del pagamento, attualmente il bollo varia in base alla regione e ad altri due importanti elementi: la potenza in kilowatt del veicolo e l’impatto ambientale. Man mano che si sale di kilowatt e man mano che si passa dai veicoli Euro 6 (meno inquinanti) ai veicoli Euro 0 (più inquinanti) l’entità dell’imposta sale.

Pagamento: scadenza e modalità

I pagamenti si possono fare sia online, tramite i seguenti strumenti:

  • pagoBollo online (servizio online di ACI integrato con la piattaforma PagoPA);
  • l’home banking o i servizi online del Prestatore di Servizi di Pagamento (riconoscibili dai loghi CBILL o PagoPA);

sia di persona, attraverso le seguenti modalità:

  • gli sportelli ATM abilitati;
  • i punti vendita aderenti alla piattaforma PagoPA (per esempio SISAL, Lottomatica, Banca 5, ecc.);
  • gli Uffici postali;
  • l’ACI e le agenzie di pratiche auto autorizzate e interconnesse alla piattaforma PagoPA.

Per quanto riguarda le tempistiche invece, il bollo auto deve essere pagato ogni anno entro l’ultimo giorno del mese seguente a quello di scadenza. Se dunque il bollo scadesse ad ottobre 2023, allora andrebbe pagato entro il 30 novembre 2023.

Quando si può evitare di pagare il bollo

Non tutti sono però in realtà “costretti” al pagamento del bollo. C’è infatti chi può gioire e ritenersi esente dall’esborso monetario.
Sono esenti dal pagamento tutti i proprietari di veicoli che siano di interesse storico: ad esempio, gli iscritti nei registri degli Automoclub Storico Italiano, Storico Lancia, Storico Fiat, Storico Alfa Romeo, Federazione Motociclistica Italiana.

Oltre loro, sono esenti anche i possessori dei veicoli immatricolati da più di 30 anni e le persone con disabilità.
Anche il furto dell’auto può far scattare l’immunità dal bollo: in questo caso è necessario chiedere al Pra la trascrizione di perdita del possesso del veicolo.
In tutti gli altri casi non si può scappare dal bollo, a meno che non si cada in prescrizione: la prescrizione per il mancato pagamento della tassa è pari a 3 anni.

Conclusioni

Come visto nel corso dell’articolo, il bollo rappresenta dunque una tassa praticamente certa per ogni automobilista, a parte rari casi in cui si può entrare nel perimetro dell’esenzione.
Ringraziandoti per l’attenzione e sperando di essere stati di tuo interesse, ti ricordiamo che per qualsiasi informazione, chiarimento o spiegazione sui servizi offerti dalla nostra autoscuola, puoi contattarci compilando il form online, telefonicamente, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Mezzi di soccorso: come comportarsi quando si incrociano sulle strade

Introduzione

Se hai conseguito la patente da un bel po’ di mesi, molto probabilmente ti è capitato almeno di una volta di incrociare un mezzo di soccorso (come, ad esempio, un’ambulanza o un mezzo dei vigili del fuoco) a sirene spiegate, e magari anche di farti prendere dall’agitazione.

Se invece non hai ancora conseguito la patente, ti ricordiamo che la nostra autoscuola può fare al caso tuo, proponendo un’ampia offerta di patenti, corsi professionali, ed altri servizi (come il recupero punti).
Per qualsiasi informazione o richiesta di chiarimento puoi contattarci compilando il form online, chiamandoci al telefono, oppure venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel proseguo dell’articolo, cercheremo di riepilogare le norme che bisogna rispettare quando ci si trova davanti a dei mezzi di soccorso e quali sono i “poteri” che questi ultimi hanno sulle strade in caso di emergenza.

Come comportarsi davanti ai mezzi di soccorso

A disciplinare il comportamento che gli automobilisti (e in generale chiunque conduca un veicolo per le strade) devono adottare di fronte ad un mezzo di soccorso è il Codice della Strada, il quale all’articolo 177 prescrive che:
Chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di soccorso […] appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l’obbligo di lasciare libero il passo e, se necessario, di fermarsi“.

Quanto prescritto dal Codice della Strada vale anche quando ci si trova davanti ai mezzi della polizia, dei pompieri, della protezione civile, o anche davanti alle automediche, mezzi destinati al trasporti di plasma, organi, e così via, purché abbiano in funzione sia la sirena che i lampeggianti.

Le sanzioni

Per quanto riguarda le possibili sanzioni, ostacolare il transito di una ambulanza a sirene spiegate può comportare l’applicazione di una multa che può andare da un minimo di 42 euro fino ad un massimo di 173 euro.
Non solo, ci sono delle fattispecie in cui, chi non rispetta le regole, può rischiare anche dal punto di vista penale. Queste le situazioni:

  1.  Interruzione di pubblico servizio: ad esempio, quando viene interrotto o comunque turbato il regolare svolgimento di un servizio di pubblica necessità (servizio di soccorso pubblico). Tale reato è punito con il carcere sino ad un anno;
  2. Violenza privata: ad esempio, parcheggiare un’auto in modo da impedire il passaggio di una ambulanza può integrare il reato di violenza privata, punito con una pena sino a quattro anni di carcere;
  3. Lesioni personali colpose o omicidio colposo: nei casi più gravi, il mancato rispetto delle suddette regole puòimpedire o ritardare il soccorso della persona trasportata e, quindi, provocarle dei danni fisici (lesioni personali colpose) o addirittura la morte (omicidio colposo), reati puniti rispettivamente con la pena sino a quattro annie cinque anni di carcere.

Le regole per i mezzi di soccorso

Se i “normali automobilisti”, come visto, devono rispettare tutta una serie di regole di fronte ad un mezzo di soccorso, anche questi ultimi hanno delle norme da rispettare, sempre disciplinate dall’articolo 177 del Codice della Strada. Il comma 1 del suddetto articolo ci dice che l’uso della sirena e dei lampeggianti «è consentito ai conducenti degli autoveicoli e motoveicoli adibiti a servizi di polizia o antincendio e di protezione civile come individuati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti». Nel momento in cui questi segnali sonori e visivi vengono accesi, i soccorritori sono giustificati a trasgredire il Codice della strada, così da poter garantire un soccorso quanto più rapido ed efficace.

Ma fino a che punto possono spingersi i soccorritori in questo senso? Come sottolinea il comma 2, i veicoli con sirena e lampeggiante «non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico e nel rispetto comunque delle regole di comune prudenza e diligenza». 

Conclusioni

Nel corso dell’articolo, abbiamo trattato una delle situazioni che più generano ansia negli automobilisti, soprattutto quelli principianti: trovarsi di fronte ad un mezzo a sirene e lampeggianti accesi.
Abbiamo visto come esistano delle norme da rispettare, sia dal lato dei normali conducenti, sia dal lato di chi conduce i mezzi di soccorso (o in generale qualsiasi mezzo di emergenza), cercando di descrivere anche quali sono le possibili sanzioni in cui si può incorrere.
Sperando di essere stati di tuo interesse, ti ricordiamo che per qualsiasi info o chiarimento sui servizi offerti dalla nostra Autoscuola puoi scriverci compilando il form online, chiamarci ai nostri numeri di telefono, o venire direttamente a trovarci in una delle nostre sedi.

Gli oggetti obbligatori da tenere in auto: la lista per non incorrere in spiacevoli sanzioni

Cenni introduttivi

Per circolare con la propria auto ci sono alcuni oggetti da tenere obbligatoriamente nel veicolo. Così prevede la normativa del Codice della Strada, al fine di garantire una maggiore sicurezza degli automobilisti ed in generale degli attori della strada.
Se hai dunque conseguito la patente, sappi che non ti basta soltanto quella, devi portare sempre con te alcuni oggetti fondamentali per la tua sicurezza.

Se invece non hai ancora conseguito la patente e rientra tra i tuoi obiettivi, allora la nostra Autoscuola fa al caso tuo.  Mettiamo a disposizione un’ampia offerta di servizi, che spaziano dalla classica patente B per le autovetture fino alla patente nautica ed i corsi professionali.
Per qualsiasi curiosità o chiarimento sui servizi da noi offerti, ti consigliamo di contattarci compilando il form online, chiamandoci al numero di telefono, oppure venendo direttamente a trovarci in sede.

Per questo, nel proseguo dell’articolo noi dell‘Autoscuola.net approfondiremo la normativa per andare ad elencare e spiegare quelli che sono gli elementi che mai devono mancare nell’abitacolo.

Il triangolo

Il primo elemento imprescindibile è il segnale mobile triangolare di pericolo, meglio conosciuto come “triangolo”.
Non solo è obbligatorio da tenere a bordo in qualsiasi momento, ma esiste una regolamentazione che ne impone l’uso in determinate casistiche.

L’articolo 162 del Codice della Strada dispone che: fuori dei centri abitati i veicoli che per qualsiasi motivo siano fermi sulla carreggiata, di notte quando manchino o siano inefficienti le luci posteriori di posizione o di emergenza e, in ogni caso, anche di giorno, quando non possono essere scorti a sufficiente distanza da coloro che sopraggiungono da tergo, devono essere presegnalati con il segnale mobile di pericolo, di cui i veicoli devono essere dotati.

La mancata presenza dal triangolo a bordo della vettura può comportare sanzioni fino a 173 euro.

Il gilet catarifrangente

Il secondo elemento imprescindibile, per legge, è il gilet catarifrangente. Anche in questo caso, come per il triangolo, non solo è obbligatorio averlo sempre a bordo, ma il suo utilizzo tassativo è disciplinato ancora una volta dal Codice della Strada.

È obbligatorio l’utilizzo di notte e di giorno qualora non risulti possibile essere visti in lontananza.
Non solo, l’obbligo si estende anche a tutte quelle persone che si trovino, di giorno o di notte, nelle piazzole di sosta o nelle corsie di emergenza, oltre che durante le operazioni di posizionamento del triangolo.

Gli altri elementi

Oltre al triangolo ed al gilet, obbligatori sempre e comunque, ci sono altri oggetti la cui obbligatorietà scatta al verificarsi di certe condizioni.

Il primo è il seggiolino per i bambini, obbligatorio in presenza di bambini a bordo che rientrino nei parametri definiti dalla legge.

Il secondo è il disco orario: è obbligatorio apporlo ben in vista nei luoghi ove la sosta è permessa per un tempo limitato.

Infine, le catene da neve: le catene sono obbligatorie da avere a bordo dell’auto per la stagione invernale, ovvero dal 15 novembre al 15 aprile (salvo modifiche apportate dalle comunità locali), in caso non si abbiano montato gli pneumatici invernali.

Inoltre, ci sono alcuni oggetti non obbligatori ma che è consigliato tenere comunque a bordo, come ad esempio: estintore, torcia, kit di pronto soccorso, kit di riparazione, martello frangi vetro, cavi per la batteria.

Conclusioni

Abbiamo visto, nel corso dell’articolo, come la legge preveda diversi elementi da tenere obbligatoriamente all’interno del veicolo: alcuni sempre, altri in specifiche situazioni o alla presenza di specifiche categorie di passeggeri.
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Targa dell’auto: le regole del Codice della Strada per non incorrere in sanzioni

Cenni introduttivi

La targa è uno degli elementi che, praticamente fin dalla loro nascita, ha sempre contraddistinto le auto e gli altri veicoli.
Si tratta di un elemento che permette di identificare univocamente ciascun veicolo, ed è di conseguenza fondamentale. Allo stesso tempo, è fondamentale conoscere, se possiedi la patente, le regole che riguardano tale argomento.

Se invece non sei ancora patentato, ti ricordiamo che presso la nostra autoscuola è disponibile un’ampia offerta di servizi: dalla classica patente B fino alla patente nautica passando per i corsi professionali. Per qualsiasi informazione o chiarimento, non esitare a contattarci tramite il nostro form online, tramite i nostri contatti telefonici, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Per questo, nel resto dell’articolo, noi dell’Autoscuola.net ti spiegheremo come muoverti in caso di deterioramento, furto o smarrimento della targa, al fine di non incorrere in fastidiose sanzioni.

Targa: disposizioni generali

Ad occuparsi della regolamentazione generica sull’uso delle targhe è l’articolo 100 del Codice della Strada, il quale, tra le altre cose, dispone che:

  • Gli autoveicoli devono essere muniti, anteriormente e posteriormente, di una targa contenente i dati di immatricolazione;
  • I motoveicoli devono essere muniti posteriormente di una targa contenente i dati di immatricolazione;
  • I rimorchi devono essere muniti di una targa posteriore contenente i dati di immatricolazione.

In generale, sia autoveicoli che motoveicoli e rimorchi, devono quindi essere tassativamente identificati in maniera univoca dalla targa. In caso di mancato rispetto delle disposizioni previste si rischia una sanzione amministrativa fino a 344 euro. Ben peggiore la sanzione in caso di contraffazione della targa, per la quale si rischia una multa che può arrivare addirittura fino ad 8mila euro.

Smarrimento, sottrazione o distruzione della targa

La targa però, potrebbe essere soggetta a smarrimento, sottrazione, o venire distrutta in seguito ad incidenti stradali o atti vandalici.
Nel caso si rientrasse in uno di questi tre casi, l’articolo 102 del Codice della Strada dispone che l’intestatario della carta di circolazione deve fare denuncia agli organi di polizia entro un lasso di tempo pari a quarantotto ore.

Nei casi di sottrazione o smarrimento: se, dopo la denuncia, entro quindici giorni la targa sottratta o smarrita non è stata rinvenuta, allora occorre richiedere una nuova immatricolazione del veicolo presso il Dipartimento per i trasporti terrestri. Nei giorni in cui non si possiede materialmente la targa, è comunque possibile circolare col proprio veicolo con un pannello dallo sfondo bianco contenente le stesse informazioni contenute nella targa originale.

In caso di distruzione: occorre procedere, subito dopo la denuncia, a richiedere una nuova immatricolazione del veicolo presso il Dipartimento per i trasporti terrestri.

Deterioramento della targa

Una menzione speciale va fatta per il deterioramento della targa: occorre infatti distinguere questa fattispecie da quella relativa alla distruzione.

In caso di deterioramento della targa, se quest’ultima risulta leggibile, non occorre procedere ad una nuova immatricolazione del veicolo (e quindi ad una richiesta al Dipartimento per i trasporti terrestri).
Viceversa, se la targa, in seguito a deterioramento, dovesse risultare anche solo parzialmente illeggibile, l’intestatario dovrà ricorrere a nuova immatricolazione.

Conclusioni

Fermo restando l’obbligatorietà di disporre sul proprio veicolo di una targa identificativa, abbiamo visto nel corso dell’articolo che possono esistere diverse fattispecie: smarrimento, deterioramento, distruzione, sottrazione.
Per ognuna delle fattispecie sopraindicate occorre, come visto, agire in una determinata maniera per non incorrere in sanzioni talvolta anche molto salate.
Sperando di esserti stati d’aiuto, ti ricordiamo che per qualsiasi curiosità, informazione o chiarimento sui nostri servizi, puoi contattarci compilando il nostro form online, telefonicamente, o venendo direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Le spie dell’auto ed i loro significati: la mini-guida per non farsi trovare impreparati

Cenni introduttivi

Le spie dell’auto rappresentano un grande aiuto per chi guida un veicolo, dando informazioni importanti su determinati aspetti che riguardano la guida e le condizioni del veicolo stesso.
Se ha già conseguito la patente B, avrai sicuramente studiato i simboli che contraddistinguono tali spie ed il loro annesso significato, ma un ripasso può rivelarsi estremamente utile.

Se invece non hai ancora conseguito la patente B ma intendi farlo, la nostra autoscuola mette a disposizione il suo parco auto ed i suoi istruttori qualificati, per garantirti una preparazione ideale sia per l’esame di teoria che per l’esame di guida. Per qualsiasi necessità di chiarimento o dubbio ti invitiamo a contattarci compilando il form online presente sul nostro sito, telefonicamente, o venendo a trovarci direttamente in sede.

Nel proseguo dell’articolo faremo dunque un piccolo riepilogo su quelli che sono i segnali luminosi principali che appaiono sul cruscotto delle autovetture, spiegandone il loro significato.

Le spie bianche

Per quanto riguarda le spie bianche, non rappresentano situazioni di allarme per il veicolo o per il conducente, ma semplicemente riguardano informazioni generali.

Si tratta comunque di indicazioni importanti, come ad esempio la spia bianca che indica l’attivazione o la disattivazione degli airbag. Quest’ultima va infatti disattivata in certe fattispecie, come ad esempio in caso di presenza di neonati sul sedile passeggero di davanti.

Le spie rosse

Le spie rosse sono le spie più allarmanti che si possono accendere, in quanto rappresentano per l’appunto situazioni di allarme o di pericolo per chi si trova a bordo.
Si tratta solitamente di situazioni per il quale il conducente dovrebbe interrompere la propria corsa in modo tale da risolvere il problema segnalato dalla spia.
Appartengono a questa categoria alcune tra le spie più note nell’immaginario collettivo:

  • Spia del liquido di raffreddamento: segnala una temperatura elevata ed anomala del liquido refrigerante, che potrebbe a sua volta causare un surriscaldamento del motore. In caso di accensione, è opportuno fermarsi ed aspettare che si spenga. Se invece dovesse restare accesa anche in seguito alla sosta, è opportuno recarsi presso un meccanico.

  • Spia sulle portiere: indica che le portiere dell’auto sono aperte, e per questo occorre accertarsi di chiuderle correttamente, in modo tale da preservare l’incolumità di chi sta a bordo;

  • Spia dell’olio: indica una possibile perdita dell’olio o un livello molto basso dello stesso. Se dopo aver aggiunto l’olio la spia rimane accesa, solitamente è bene non proseguire nella marcia per evitare problemi più seri.

Le spie gialle o arancioni

Le spie gialle/arancioni hanno un livello di allerta inferiore a quelle rosse. Segnalano infatti un pericolo che al momento è solo potenziale, e non impongono quindi di fermarsi nell’immediato. Tra queste, la spia del carburante, che indica che la vettura è entrata in riserva e che occorrerebbe rifornirsi in una stazione di servizio per non rischiare di terminare il carburante.

Le spie verdi

Le spie verdi non rappresentano alcun tipo di allarme o di avvertimento per il conducente, di conseguenza la loro accensione non rappresenta un pericolo.
Queste spie stanno semplicemente ad indicare l’uso di alcuni elementi del veicolo. Tra queste:

  • Spia delle luci di posizione: indica che le luci di posizione sono accese;
  • Spia delle luci anabbaglianti: indica che le luci anabbaglianti sono accese (in figura sulla sx);
  • Spie degli indicatori di direzione: sono lampeggianti, ed indicano che gli indicatori di direzione (frecce) sono stati attivati;

Le spie blu

Così come le spie verdi, indicano l’utilizzo di determinati elementi del veicolo, a cui però occorre prestare attenzione e disattivarli quando necessario. Tra queste, la più nota è quella dei fari abbaglianti che, se attivati, vanno opportunamente disattivati quando ad esempio si incrocia un altro veicolo, per non arrecare fastidio.

Conclusioni

Abbiamo visto come esistono varie categorie di spie, suddivise per colore, ognuna indicante un livello di pericolo e di allarme differente. Ogni spia ha il proprio significato, le proprie cause ed i comportamenti da adottare nel caso in cui si manifesti la sua accensione.
Sperando di esserti stati d’aiuto in questo ripasso, ti ricordiamo che per qualsiasi dubbio o curiosità sui nostri servizi, puoi contattarci compilando il form online sul nostro sito, contattarci telefonicamente o venire a trovarci direttamente presso le nostre sedi.

Aria condizionata in auto, se si è fermi si rischia la sanzione: ecco cosa prevede la legge ed il Codice della Strada

Cenni introduttivi

L’estate è alle porte, ed anche i viaggi in macchina non sono esenti dall’utilizzo dell’aria condizionata. Strumento vitale per rinfrescare l’ambiente interno dell’abitacolo nelle giornate più calde.
Se hai la patente e guidi la macchina, sicuramente ti sarà capitato di accendere il climatizzatore, sia durante la marcia che nei momenti di sosta.

Questo comportamento però, potrebbe essere punito con una sanzione, come approfondiremo nel resto dell’articolo, vedendo cosa dice la legge e nello specifico il Codice della Strada.  Constateremo l’importanza di quanto sia fondamentale, ottenuta la patente, avere una conoscenza la più ampia possibile sulle norme e le regole da rispettare quando si è alla guida.

A proposito, se vuoi avere una preparazione completa e dettagliata per sostenere l’esame di teoria per la tua patente, l’Autoscuola.net mette a disposizione i propri istruttori e le proprie strutture per formarti al meglio in vista della prova, con un alta percentuale di promossi dopo aver seguito le lezioni.
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Aria condizionata in auto: cosa dice il Codice della Strada

A disciplinare l’utilizzo dell’aria condizionata in auto è l’articolo 157 del Codice della Strada. Tale articolo al comma 7-bis dispone che:

È’ fatto divieto di tenere il motore acceso, durante la sosta del veicolo, allo scopo di mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria nel veicolo stesso. Dalla violazione consegue la sanzione amministrativa del pagamento di una somma ((da € 223 a € 444))”.

Il codice della Strada è chiaro: se si è in sosta non si può tenere l’aria condizionata accesa. E se si viene colti in flagranza si rischia la multa fino 450 euro.

Perché è vietato tenere accesa l’aria in sosta

Quello che viene istintivo pensare è quale sia il motivo per cui l’aria condizionata in sosta è vietata. Infatti apparentemente non crea alcun pericolo né al conducente né agli altri attori che popolano le strade.
A tal proposito, la regola che vieta di sostare con l’aria condizionata accesa ha il chiaro scopo di evitare l’immissione nell’atmosfera di gas di scarico non necessari, essendo l’auto non in movimento.

Non solo, la regola porta indirettamente dei vantaggi anche economici al conducente. Questo limita il consumo e lo spreco di carburante, che altrimenti andrebbe consumato tenendo l’auto accesa, seppur non in marcia.

Aria condizionata accesa o finestrino?

Restando in ambito aria condizionata, uno dei dubbi che gli automobilisti si pongono è relativo al paragone con il finestrino aperto. Dal punto di vista dei consumi, è più conveniente rinfrescarsi accendendo l’aria condizionata o abbassando il finestrino?

I finestrini abbassati, a basse velocità, permettono di ottenere consumi piuttosto bassi e nettamente inferiori a quelli che si hanno con l’aria condizionata accesa.
Questa tendenza varia attorno ai 100 km/h. A questa velocità la resistenza dell’aria inizia a diventare molto intensa, l’aerodinamicità del veicolo con i finestrini abbassati è molto ridotta e, quindi, la soluzione più conveniente è l’aria condizionata al 50% della potenza. Questo permette di mantenere l’aerodinamicità e risparmiare carburante.
La situazione cambia nuovamente attorno ai 125 km/h. Quando anche l’aria condizionata al 100% permette un risparmio di carburante più significativo che non con i finestrini abbassati.

Conclusioni

Siamo giunti alla fine dell’articolo, che ha messo in risalto una norma probabilmente sconosciuta agli automobilisti, quella relativa al divieto di tenere acceso il climatizzatore durante le soste. Siamo andati ad illustrare l’articolo 157 del codice civile che si occupa della questione, per poi spiegare le motivazioni di tale divieto e illustrare alcune curiosità relative ai consumi di carburante.

Sperando di aver suscitato il tuo interesse, ti ricordiamo che puoi chiedere informazioni sui molteplici servizi offerti da l’Autoscuola.Net contattandoci telefonicamente o compilando il form online. Se invece vuoi un contatto diretto, puoi venire direttamente a trovarci presso una delle nostre sedi.

Patente, come funziona il sistema a punti e come puoi recuperarli presso L’Autoscuola.net

Introduzione

La patente a punti è stata introdotta in Italia a partire dal primo di luglio del 2003, e da allora il modo di intendere il famoso documento rosa è cambiato radicalmente per tutti i patentati.

Non sei ancora patentato e intendi diventarlo a breve? Puoi richiedere chiarimenti e informazioni sui servizi offerti da L’Autoscuola.net compilando il nostro form online, contattandoci telefonicamente, o semplicemente venendo a trovarci nelle nostre sedi.

È bene quindi conoscere come funziona il sistema della patente a punti, e sapere quali sono le modalità per recuperare i punti nell’eventualità in cui venissero sottratti per aver commesso infrazioni.

Cosa stabilisce la legge

A disciplinare il funzionamento del sistema della patente a punti è il Codice della Strada. In particolare la tematica è affrontata dall’articolo 126-bis.
Volendo riassumere le parti più importanti di tale articolo, possiamo dire che: all’atto del rilascio della patente viene attribuito un punteggio di venti punti. Tale punteggio subisce decurtazioni, nella misura indicata da specifica tabella consultabile, tra gli altri, sul sito dell’ACI.

Qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni delle norme possono essere decurtati un massimo di quindici punti. Le disposizioni non si applicano nei casi in cui è prevista la sospensione o la revoca della patente.
Occorre precisare inoltre che i neopatentati, cioè coloro che hanno conseguito la patente da meno di tre anni, sono soggetti ad un decurtamento di punti pari al doppio di quelli normalmente previsti per una qualsiasi infrazione.

Cosa succede in caso di perdita di tutti i punti

Sempre l’articolo 126-bis del codice civile stabilisce che alla perdita totale del punteggio, il titolare della patente deve sottoporsi all’esame di idoneità’ tecnica. Al medesimo esame deve sottoporsi il titolare della patente che, dopo la notifica della prima violazione che comporti una perdita di almeno cinque punti, commetta altre due violazioni non contestuali, nell’arco di dodici mesi dalla data della prima violazione, che comportino ciascuna la decurtazione di almeno cinque punti.

In caso di perdita di tutti i punti il Ministero invia al conducente una lettera con la quale lo invita a rifare, entro 30 giorni, gli esami previsti per il rilascio della propria patente. In questo periodo è ancora possibile circolare. Se però gli esami non vengono sostenuti o non vengono superati la patente è sospesa a tempo indeterminato. 
Dopo aver superato l’esame, sulla patente vengono riassegnati i 20 punti iniziali.

Evitare di perdere tutti i punti: come recuperarli

Se sono stati persi dei punti, ma il punteggio non è esaurito, per recuperare è possibile frequentare corsi speciali presso autoscuole o altri centri autorizzati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Noi di L’AutoScuola.net offriamo un servizio mirato al recupero punti patente, così da permettere a chi ha perso punti preziosi di recuperarli in tempo, prima di rischiare di arrivare a zero e di dover quindi sostenere nuovamente gli esami per l’idoneità di guida.

Il numero di punti recuperabili presso la nostra autoscuola varia al variare del tipo di patente di guida sulla quale si intende effettuare il recupero punti.
Nello specifico, i corsi per recuperare i punti della patente permettono di ottenere 6 punti per le licenze di guida delle categorie A e B, e 9 punti le patenti delle categorie C, C+E, D, D+ ed E o della patente B con il certificato di abilitazione professionale. In ogni caso, non è possibile scegliere di frequentare dei corsi per recuperare meno di 6 punti.

Per quanto riguarda invece le tempistiche, i corsi da 6 punti per le patenti A e B  hanno durata di 15 giorni per un totale di 12 ore di lezione, mentre per i corsi da 9 punti i giorni sono 30 per un totale di 18 ore di lezione.

Come sapere quanti punti si hanno

Ogni patentato può controllare in tempo reale il saldo dei punti sulla propria patente, ed il modo più semplice è quello di accedere con carta d’identità elettronica al Portale dell’Automobilista. È però possibile ottenere il proprio saldo anche recandosi presso un Ufficio motorizzazione civile.
Dopo aver opportunamente verificato i punti è inoltre possibile, in caso si rilevassero errori nella decurtazione dei punti, segnalarlo o chiedere chiarimenti direttamente agli organi di polizia stradale quali polizia, carabinieri e vigili urbani.

Conclusioni

Arrivati alla conclusione di questo articolo, abbiamo riepilogato quelle che sono le norme relative al sistema a punti della patente introdotto nel 2003. Abbiamo riportato le principali regole previste dal Codice della Strada, spiegando cosa succede in caso di azzeramento dei punti e come è possibile il recupero degli stessi presso la nostra autoscuola.

Sperando di aver contribuito a chiarire le tue idee, ti ricordiamo che per ogni informazione o delucidazione sui servizi offerti da L’Autoscuola.net, puoi compilare il form online o contattarci telefonicamente, oppure venire a trovarci presso le nostre sedi.

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